G8: TENDOPOLI PIAZZA D’ARMI, E NOI PICCOLI DELLA TERRA?

L’AQUILA, 8 LUG – Il G8 sta per iniziare nella blindatissima caserma di Coppito. A 3 chilometri di distanza, nella tendopoli di piazza D’Armi che accoglie 1.062 sfollati, il grande evento si percepisce da alcuni particolari: non ci sono piu’ le forze dell’ordine a presidiare l’ingresso del campo (poliziotti e carabinieri sono stati infatti dirottati su altri servizi legati al Vertice); i bar e i negozi delle vicinanze sono chiusi, costringendo gli attendati a rimanere all’interno dell’accampamento, il piu’ grande dell’Abruzzo.
E tra le tende di questa vera e propria citta’ non sembra esserci un clima favorevole al summit dei Grandi.
‘Io – dice Pasqua, 77 anni – non so nemmeno che cosa sia questo G8: noi stiamo qui ed aspettiamo, sperando di tornare presto in una casa’. I leader mondiali, osserva da parte sua un altro abitante di piazza D’Armi, il romeno Marius Bakosca, 23 anni, che sabato scorso si e’ sposato con Simona proprio nella chiesa della tendopoli, ‘dovrebbero fare qualcosa per L’Aquila, altrimenti che cosa sono venuti a fare?’. Concorda Francesca, volontaria dell’Unitalsi: ‘sarebbe giusto – sostiene – che i Grandi venissero qui per vedere come queste persone vivono da tre mesi’.
Ma non sono in programma visite illustri nel campo, dove la tensione e’ palpabile a causa della convivenza forzata, del caldo (di giorno sotto le tende si toccano i 40 gradi), della rabbia. E Demetrio Egidi, direttore dell’agenzia regionale della Protezione civile dell’Emilia Romagna, che gestisce il campo, fa un appello alla stampa: ‘Occupatevi – chiede – dei piccoli della terra, non dei grandi: ci sono migliaia di volontari che lavorano 16 ore al giorno in questi campi, ma nessuno ne parla’.
(ANSA).

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