Forze armate: Mons. Pelvi, non appropriarsi della morte dei nostri caduti

monsignor_PELVICittà del Vaticano, 20 dic – ”Nessuno può appropriarsi della morte dei nostri fratelli caduti al servizio della pace, lontani dalla Patria, e ascriverla a proprio onore. Quelle vite donate appartengono a Gesù”. Il ricordo dei militari italiani caduti in missioni internazionali di pace è risuonato oggi dal Comando operativo interforze (Coi), nel corso della video conferenza dell’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, in collegamento con i teatri operativi all’estero, Kosovo, Libano e Afghanistan.

Un messaggio di auguri natalizi, riportato dal Sir, nel quale il vescovo castrense ha ribadito che ”anche per i nostri caduti restiamo in missione internazionale di sicurezza, discepoli di quella speranza non chiassosa nè ambiziosa ma maestra, che insegna a non sottrarci al prossimo stanco, prigioniero, nudo, affamato. La speranza di un mondo senza guerra non è uno slogan nè un sogno. La pace inizia quando non si passa oltre e non si fugge dinanzi a chi è morente ai margini della strada. Fuggire è veramente morire”. ”Voi donate la vita accettando, per amore, il rischio e il tormento di una condizione fatta d’incertezza e disponibilità – ha affermato mons. Pelvi – sono i rischi della professione militare, scelta o almeno accettata, che si qualifica nel compito di difendere la giustizia e la libertà contribuendo alla pace del mondo intero”.

”Le missioni internazionali di sicurezza – ha sottolineato l’arcivescovo – stanno permettendo di riscoprire la bellezza e la profondità della fede, in quei luoghi martoriati dove l’opera del Signore libera da ogni palcoscenico o riguardo umano. Con il vostro esserci, con il volto familiare e quel sovrappiù di umanità, collaborate a superare la paura del terrorismo e dell’emarginazione, riconoscendo quella parte di verità, di giustizia e di umanità che ogni uomo porta in sè”. ”Nulla andrà perduto di quello che fate per gli altri – ha aggiunto mons. Pelvi -. Il nostro Paese vi ringrazia uno per uno; è il mondo intero che ha bisogno di persone come voi, che ogni giorno donano qualcosa di eterno”. (ANSA)

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