Forze armate, l’Anavafaf ricorda i militari caduti “in tempo di pace”

Roma, 2 nov – La stele a Villa Glori a Roma è il luogo dove ogni anno l’Anavafaf, l’associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate, ricorda i caduti militari in tempo di pace, «caduti in “missioni di pace” che sempre di più sono diventate ormai simili a “missioni di guerra” e in particolare non dimentica coloro che sono morti per gravi malattie contratte nei luoghi in cui hanno operato». E’ quanto si legge in un comunicato dell’associazione. «Sono oltre 150 i caduti per l’uranio impoverito. Queste vittime sono totalmente trascurate dall’informazione. Sono vittime oscurate, vittime per cui non ci sono nè cerimonie pubbliche nè funerali di Stato, quasi che ci sia una differenza tra chi muore per “fuoco amico”, cioè per fuoco di alleati che hanno usato armi all’uranio impoverito e chi muore per l’esplosione di una mina». Per l’Anavafaf, «non ci debbono essere vittime di “serie A” e vittime di “serie B”, vittime da brandire e vittime da nascondere, anche se pure il cittadino meno informato capisce il perchè di questa differenza. La celebrazione della memoria sembra spetti ad alcuni e non ad altri. Sappiamo – sostiene l’Anavafaf – che vi sono delle responsabilità per chi non ha applicato l’elementare “principio di precauzione”, cioè l’applicazione di misure protettive che avrebbero probabilmente salvato molte vite. I malati di gravi malattie con un futuro incerto, che hanno operato all’estero ma anche in Italia nei poligoni di tiro e nei depositi di materiale bellico, sono oggi più di 2.000. Tra le vittime vi sono anche tanti bambini nati malformi per i danni genetici derivanti dall’uranio impoverito. Anche se nessun messaggio delle autorità è giunto alle famiglie che hanno sopportato tanti gravi dolori, l’Anavafaf non li dimentica e stringe tutti in un grande abbraccio». (Il Velino)

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