Forze armate, Camporini: in futuro il numero complessivo scenderà a 177.000. Tagli alle promozioni

camporini3Progetto di razionalizzazione presto tradotto in ddl governativo. Roma, 11 nov – Le Forze armate del futuro? Saranno più flessibili, impegnate sempre più in compiti non strettamente militari (”come gli interventi umanitari, quelli in caso di calamità e le operazioni di polizia per la pacificazione di territori esteri”) e soprattutto più snelle, visto che il numero complessivo scenderà a quota 177.000.

E’ lo scenario delineato oggi dal capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, nel suo intervento alla cerimonia di apertura dell’anno accademico del Casd, il Centro alti studi della Difesa, presente il sottosegretario Giuseppe Cossiga. Il generale Camporini ha sottolineato come lo scenario globale sia ”agitato da una continua, tumultuosa trasformazione che si manifesta non attraverso parametri lineari e prevedibili ma, secondo gli studiosi, con dinamiche riconducibili alla teoria del caos e del disordine” e che è necessario ”sapersi adattare, in modo modulare, alla realtà operativa in cui si agisce e alla sua complessità”. Proprio per questo, quindi, ha aggiunto, ”lo Stato maggiore della Difesa, di concerto con gli Stati maggiori delle Forze armate, sta lavorando al cosiddetto emendamento Cossiga-Crosetto, per proporre all’autorità politica un progetto di razionalizzazione della Difesa e dello strumento militare in chiave riduttiva, a similitudine di altri Paesi europei, Regno Unito in testa, che si traduca in breve tempo in un disegno di legge governativo” con l’obiettivo di ”ottenere risparmi strutturali nel settore del personale” e di ”semplificare l’organizzazione delle Forze armate, laddove possibile e conveniente, impiegando metodologie e criteri innovativi e privilegiando un approccio interforze alle soluzioni”.

In sostanza si tratterà di ”arrivare a un organico totale di 177.000 unità”, ha detto, attraverso la soluzione di alcuni nodi cruciali tra cui ”i tagli alla dirigenza, i tagli alle promozioni, una razionalizzazione della struttura di vertice”. Ma ”non è facile vedere dove si vuole andare – ha sottolineato Camporini – se il solo parametro sembra essere quello, sicuramente importante ma non l’unico, della riduzione di risorse e di organici”. ”Decidere significa scegliere – ha concluso il capo di Stato maggiore della Difesa – e scegliere significa rinunciare a qualcosa. Le Forze Armate, da sempre, sanno che è così e sono pronte a indicare e proporre le loro rinunce o, per meglio dire, le loro scelte”. (ANSA)

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