Esercito: oggi a Livorno festa della Folgore e commemorazione della battaglia di El Alamein

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Alla cerimonia presenti il ministro La Russa ed il generale Valotto.  Roma, 23 ott – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa e il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto, prendono parte oggi presso la caserma “Vannucci” di Livorno, sede della Brigata paracadutisti “Folgore”, alle celebrazioni per la festa della specialità, durante le quali verrà commemorato il 68° anniversario della Battaglia di “El Alamein”. Il 4 novembre del 1942 si concludeva la storica battaglia di El Alamein , iniziata il 23 ottobre precedente, che vide fronteggiarsi le forze dell’armata corazzata italo-tedesca del generale Erwin Rommel e l’ottava armata britannica del generale Bernard Montgomery. In quei mesi Rommel, la “volpe del deserto”, continuava ad avanzare velocemente lungo il deserto del Nord-Africa, fino ad arrivare a poche decine di chilometri da Alessandria d’Egitto. Obiettivo il Cairo, che dopo la caduta di Tobruk sembrava ormai a portata di mano.

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Una postazione controcarro della Folgore

Nel febbraio del 1940 il comandante tedesco era subentrato alla guida della settima “Panzerdivision”, nel gennaio del 1941 aveva assunto il comando dell’Afrikakorps. Montgomery poteva contare su tre divisioni corazzate e sette divisioni di fanteria. La sera del 23 ottobre iniziò la battaglia: quasi mille obici di artiglieria aprirono il fuoco, mentre sugli italo-tedeschi si abbatteva anche un bombardamento aereo e la fanteria cominciava a conquistare posizioni. Nella prima fase degli scontri, tuttavia, il sistema di postazioni difensive tedesco e i campi minati opposero resistenza all’avanzata delle truppe di Montgomery. Nei giorni successivi, tra il 25 e il 28 ottobre, sulle alture di Kidney Ridge la quindicesima divisione corazzata tedesca e la divisione italiana “Ariete” organizzarono una serie di furiosi contrattacchi. Entrò in azione anche l’aviazione tedesca, che fronteggiò i velivoli britannici nel tentativo di volgere a proprio favore le sorti della battaglia, che sembrò far segnare un punto a favore degli italo-tedeschi grazie alla “tenuta” delle postazioni anticarro predisposte contro gli inglesi.

Morirono 17.000 italiani, 13.000 britannici e 9.000 tedeschi

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Il Sacrario militare di El Alamen

I militari italiani della divisione corazzata Ariete e della divisione paracadutisti Folgore si distinsero particolarmente nei giorni della battaglia opponendo una resistenza strenua alle truppe britanniche, al punto che il valore della Folgore venne in seguito pubblicamente ed esplicitamente riconosciuto dallo stesso primo ministro britannico Winston Churchill. La ventunesima divisione corazzata tedesca affluì in zona dal settore sud dello schieramento. Fu a quel punto che Montgomery predispose la strategia dello scontro decisivo, la cosiddetta operazione “Supercharge”, che venne lanciata nel pomeriggio del 2 novembre: la divisione neozelandese e le brigate britanniche, protette dal fuoco di più di 300 obici di artiglieria, ruppero il fronte avversario ma trovarono un’altra linea difensiva intorno ad Ei Rahman. Lo sfondamento però era ormai riuscito e i combattimenti non frenarono l’avanzata delle truppe britanniche. Il 3 novembre le ricognizioni aeree britanniche segnalarono che gli italo-tedeschi avevano cominciato a ripiegare. Un altro attacco venne portato con successo a Tel el-Agagir dai militari della brigata indiana: l’esito dello scontro era ormai deciso. Le divisioni corazzate tedesche, che avevano iniziato la battaglia con 240 carri armati, il 5 novembre potevano contare solo su una quarantina di mezzi utilizzabili. Alla fine, quasi 30.000 militari dell’armata italo-tedesca furono fatti prigionieri. Furono quasi 17.000 gli italiani che morirono ad El Alamein , insieme a circa 13.000 britannici e a 9.000 tedeschi.

Il Sacrario italiano progettato da Paolo Caccia Dominioni

Sacrario-El-AlameinLa vittoria inglese di El Alamein ebbe una grandissima valenza strategica per le sorti successive dell’intero conflitto mondiale. Dalle coste del Nord Africa, infatti, le truppe angloamericane pianificarono lo sbarco in Sicilia. Il Sacrario militare di El Alamein sorge al km 120 della litoranea Alessandria d’Egitto-Marsa Matruh, su un’ampia zona di terreno collinoso. “Tel El Alamein” significa “la collina delle vette gemelle”. L’opera è stata realizzata su progetto di Paolo Caccia Dominioni, in Africa settentrionale Comandante del trentunesimo battaglione guastatori del Genio. Il Sacrario è costituito da una torre ottagonale che si allarga alla base in un ampio padiglione. All’interno sono custodite le spoglie dei Caduti. Circa 500 metri a nord-ovest del Sacrario, su una collinetta, sorge la base italiana di “quota 33”. Nel Sacrario riposano 5.300 salme italiane. La ricerca delle spoglie dei caduti fu guidata tra il 1949 e il 1960 dallo stesso Caccia Dominioni. (Adnkronos)

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