Disordine pubblico. Ecco la loro sicurezza: adesso sono a rischio le volanti notturne

volante-poliziaRoma, 28 ott – (di Silvia D’Onghia – Il Fatto Quotidiano) “Siamo figli di tutte le opposizioni ma orfani di tutti i governi”, gridano i poliziotti, ricordando come l’attuale esecutivo fino a due anni fa denunciava la gestione-scandalo di Prodi, ma oggi propone un aumento di stipendio di 40 euro lordi per il biennio economico, con un contratto scaduto da due anni, la peggiore proposta “della nostra storia sindacale”. E’ questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso dei poliziotti, oggi in piazza a Roma per una manifestazione nazionale di tutte le sigle sindacali contro i tagli del governo Berlusconi all’intero settore. Un governo che ha vinto la campagna elettorale sulla sicurezza, e poi ha deciso che le forze di polizia non meritavano investimenti. Anzi, solo tagli.
Economici, prima di tutto, con ripercussioni drammatiche sull’operatività e sull’organizzazione del lavoro. Basti pensare che sarebbe attualmente in discussione al Viminale l’eliminazione delle volanti notturne nei commissariati sezionali diretti da un funzionario direttivo. Proviamo a spiegare meglio: esistono, in ogni città, commissariati diretti da un primo dirigente, che hanno una maggiore giurisdizione territoriale, e commissariati guidati da un vice questore aggiunto, che hanno una competenza minore. L’idea sarebbe allora quella di mantenere le volanti notturne solo nei primi, eliminandole nei secondi. Peccato che tra i “secondi” ci siano commissariati come quello di Porta Nuova a Palermo, che ha giurisdizione anche su Monreale (Comune altro rispetto a Palermo). Con buona pace dei controlli notturni nelle zone ad alta esposizione mafiosa.
Oppure come la scelta, adottata circa un mese fa dall’amministrazione, di abbassare il tetto degli straordinari a 35 ore mensili (dalle 55 di prima). Chi vuole lavorare di più può farlo, certo, ma a titolo gratuito. Il ministro Brunetta nel maggio scorso ha definito i poliziotti “panzoni”. Del resto, quando non si dà la possibilità ai giovani di accedere al servizio direttamente, dopo un concorso pubblico e ci si limita a preferire chi ha già svolto un anno nell’esercito, in marina o nell’aeronautica, il turn over non è proprio semplicissimo. L’età media dei poliziotti si è innalzata a 43 anni, e le pance crescono. “Non ci sono concorsi pubblici dal 1996 – spiegano da una Questura – allora è come dire ad un ingegnere che, prima di poter svolgere la professione, deve fare un anno da capo cantiere. Una scelta, tra l’altro, che penalizza le donne, che ci pensano due volte prima di farsi un anno nell’esercito”. Per non parlare dei mezzi di trasporto: poche auto, vecchie e bisognose di manutenzione, oppure non ancora immatricolate perchè non ci sono i soldi per farlo. O della tecnologia: negli sportelli-denuncia non esistono computer che siano in rete con le Procure, o mail certificate. Questo significa che ogni mattina un poliziotto parte dal commissariato e si reca in Procura per le segnalazioni. Uno spreco di tempo e di denaro enormi, a fronte dei tagli che sono stati operati negli ultimi anni per il comparto sicurezza.
Gli ambienti di lavoro sono spesso fatiscenti, in qualche caso – denunciano i sindacati- anche esposti a pericolose radiazioni delle scorie depositate negli anni. Rispetto a tutte queste rivendicazioni, finora è giunta solo una lettera ai sindacati del capo della polizia, Antonio Manganelli, che spiega come si intenda riorganizzare il ruolo degli psicologi. “Sono in corso – spiega il Prefetto – i lavori preparatori per la definizione di un nuovo assetto ordinamentale del ruolo degli psicologi, nonchè un’ipotesi di riorganizzazione del settore a livello centrale che prevede l’istituzione di un Servizio di psicologia”. Per il resto, una serie di incontri tra i sindacati e l’amministrazione, senza alcun risultato concreto. Il ministro Maroni ha proposto che vengano destinati alla polizia i soldi recuperati con lo scudo fiscale o sequestrati alla mafia. Così gli stipendi di chi ci deve difendere avranno l’odore di chi delinque.

Reparto volanti
Nessun’auto, chiamate i carabinieri

ROMA “L’altra notte ero in servizio. Siamo stati chiamati per un furto in un bar, nella zona del Prenestino: due ladri si erano allontanati con una slot machine. Siamo riusciti ad individuarli subito, si erano rifugiati nel parco di Villa Gordiani, avevano ancora l’apparecchio in mano. Abbiamo estratto la pistola, li abbiamo bloccati. Ho chiamato subito la centrale, avevamo bisogno di rinforzi. Ci hanno risposto che non c’erano macchine da mandare. Anzi, il collega – quasi scherzando – mi ha detto di chiamare i carabinieri. I ladri sono scappati, non abbiamo potuto fare nulla per evitarlo”.

Reparto mobile
Usate le tute estive, anche d’inverno

TORINO “Ci hanno dato le tute da ordine pubblico per il G8 dell’Aquila. Quindi, estive. Ottime tute, non c’è che dire. Peccato che ora che sta arrivando il freddo ci abbiano detto che l’abbigliamento rimane quello, se vogliamo l’imbottitura dobbiamo comprarcela da soli. Qualche settimana fa siamo riusciti a bloccare un’iniziativa del Viminale: volevano farci tornare alle tute precedenti, che abbiamo usato “solo” per 19 anni. Inoltre, non è stato previsto un capo che ci copra in caso di pioggia, dobbiamo far ricorso alle giacche in goretex nate per coprire le tute di ordinanza, ovvero giacca e cravatta”

Squadra mobile
Tagliano missioni e straordinari

PALERMO “Definirei ridicolo il nostro parco macchine. Alcune sono prese a noleggio, ma vengono destinate solo alle sezioni ‘criminalità organizzata’ della squadra mobile. Noi possiamo anche andare a piedi. Stanno tagliando tutto, dagli straordinari alle missioni. Queste ultime possono essere autorizzate solo dal dirigente, e non è facile farsele autorizzare. Allora pensate come è difficile seguire un narcotrafficante in tutta Italia. Oppure ci sono uffici che hanno competenze interprovinciali (di pari passo con le Dda); ciò comporta spostamenti di alcuni giorni, che con il taglio degli straordinari saranno impossibili”.

Ufficio denunce
Un solo pc, stampanti senza toner

ROMA “Dire che manca la benzina per le auto non è vero. Qui manca tutto. Io lavoro in un commissariato centrale, dove le persone vengono a fare le denunce per i piccoli furti. Pensate a un turista che arriva qui perchè gli hanno rubato la macchina fotografica e deve affrontare almeno due ore di fila. Senza nessuno che parli neanche l’inglese. Con un unico modulo a disposizione nella propria lingua. Piuttosto preferisce andarsene e ricomprarsi la macchinetta. Abbiamo un unico computer per tutte le denunce, ma non abbiamo i toner di ricambio per la stampante. Spesso ce lo dobbiamo comprare da soli”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.