Disarmo: nuovo accordo START, scure su arsenali atomici

atomica298Roma, 7 apr. – Il nuovo START sul disarmo nucleare, che verrà firmato domani a Praga da Usa e Russia, stabilisce un tetto di 1550 testate nucleari operative e 800 vettori nucleari per ognuno dei due paesi. La durata del nuovo accordo, che sostituirà lo Start1 scaduto lo scorso 5 dicembre, è di 10 anni. Il Senato Usa e il Parlamento russo dovranno approvare il Trattato per farlo entrare definitivamente in vigore.
Gli accordi START – Acronimo dell’inglese Strategic Arms Reduction Treaty, sono i trattati internazionali con cui Stati Uniti e Russia hanno ridotto gli arsenali delle testate atomiche.

START I – Il primo trattato START (l’unico effettivamente in vigore e scaduto il 5 dicembre) è stato siglato il 31 luglio 1991, cinque mesi prima del crollo dell’Unione Sovietica, tra George H.W. Bush e Mikhail Gorbaciov. L’accordo proibiva ai firmatari di detenere più di 6.000 testate nucleari e massimo 1.600 ICBM, missili balistici intercontinentali posizionati indifferentemente a terra, lanciati da sottomarino o a bordo dei bombardieri strategici. Lo START è stato il più vasto e il più complesso trattato di controllo sulle armi atomiche, e, con la sua revisione finale nel tardo 2001, ha comportato l’eliminazione dell’80% delle armi nucleari in circolazione. Il trattato prevedeva limiti anche al numero di armi e mezzi di cui ogni nazione poteva dotarsi: 6.000 caccia, 10.000 carrarmati. 20.000 cannoni e 2.000 elicotteri di attacco. Tutti numeri rimasti sulla carta. Il trattato rimane oggi in vigore con le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Ucraina. Questi ultimi tre paesi hanno da allora azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.

START II – Il trattato è stato siglato nel gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W. Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l’uso dei MIRV (Multiple independently-targetable reentry vehicle, i missili in grado di trasportare più testate nucleari indipendenti, fino a un massimo di 10). Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, il trattato è rimasto in sospeso per alcuni anni alla Duma russa, la ratifica fu rinviata ripetutamente in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonchè contro l’espansione nell’Europa orientale della NATO. Col passare del tempo il trattato perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere per una modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile (il cosiddetto “scudo spaziale”), modifica che incontrò il netto rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia ratificò il trattato vincolandolo all’intoccabilità del trattato ABM, che fu invece “denunciato” da Bush figlio il 13 giugno del 2002.

IL SORT (trattato di Mosca) – Lo START II è stato ufficialmente superato dal trattato SORT, siglato dai presidenti George W. Bush e Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati precedenti – con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche – e impegnano invece entrambi i loro stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale delle testate. Il limite previsto è di 2.000 testate a testa entro il 31 dicembre 2012.

ATTUALI ARSENALI – Gli Stati Uniti hanno circa 10.000 testate nucleari totali di cui 3.696 strategiche e le rimanenti tattiche. La Russia ne ha rispettivamente 4.236 strategiche altre 10.000 tattiche. Non tutti gli ordigni sono effettivamente operativi: molti sono di fatto tenuti “in naftalina” e la loro manutenzione è così costosa che la loro riduzione, oltre che un passo concreto verso la riduzione del rischio atomico, è anche un affare economico per Mosca e Washington. (AGI)

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