Difesa: Tricarico, Italia troppo generosa nelle missioni. L’ipocrisia accompagna sempre le nostre scelte

tricaricoRoma, 15 apr – «L’Italia è troppo generosa nelle missioni “fuori area”, soprattutto se confrontiamo il nostro impegno con quello dei principali partner europei e se teniamo conto delle risorse che questi stanziano per le rispettive forze armate». E’ l’opinione del generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e consigliere militare di tre diversi presidenti del Consiglio, secondo cui fa bene il Governo a pensare di ridurre i contingenti militari in alcuni teatri operativi, come il Libano e il Kosovo.
«Le missioni all’estero – premette Tricarico, socio ed analista della fondazione Icsa – vanno mantenute, non soltanto quelle di carattere umanitario, ma anche quelle che prevedono attività molto simili alla guerra, come l’Afghanistan e la Libia. E’ l’unica maniera per le forze armate italiane di “rimanere nel giro che conta” e di continuare a svolgere un ruolo di primo piano nei contingenti multinazionali». «Detto questo – aggiunge Tricarico – va però precisato che l’Italia è troppo generosa, sia rispetto alle dimensioni e al peso specifico del Paese, sia rispetto alle risorse che destina allo strumento militare nel suo complesso. C’è, in altri termini, un livello di ambizione che non è commisurato nè alla “grandezza” del Paese, nè al bilancio che il Paese destina alle Forze armate. Oggi noi siamo tra i principali contributori al mondo sia per il numero di militari impegnati nelle missioni internazionali, sia per le risorse destinate a questa partecipazione, ed è un primato di cui non dobbiamo essere orgogliosi, anche perchè il tornaconto non c’è, come dimostrano i fatti di Lampedusa».

Secondo il generale Tricarico, «all’estremo opposto si colloca la Germania, che insiste per un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza, ma poi in ogni circostanza mette in mostra un egoismo veramente singolare quando si tratta di fornire un contributo a operazioni multinazionali, accampando a volte impedimenti di natura giuridica per mascherare la ritrosia ad unirsi alle iniziative comuni». Dunque, ad avviso dell’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, «un ridimensionamento della nostra presenza all’estero non solo è opportuno, ma doveroso: in Kosovo abbiamo tenuto aperto un aeroporto quando da anni avremmo potuto i militari che si trovavano lì per gestirlo. Ed anche il Libano è un altro esempio clamoroso di generosità italiana malriposta». «Quando però partecipiamo alle missioni – conclude Tricarico, facendo implicito riferimento alla Libia – la partecipazione deve essere a tutto tondo, liberata da quella ipocrisia che sempre accompagna le nostre scelte. Se si partecipa, si partecipa a pieno titolo, se si bombarda si deve bombardare, senza riserve, lacci e lacciuoli».

 

7.155 italiani impegnati in 14 missioni. In Afghanistan il contingente più numeroso, con 4.200 militari

Sono 14 le missioni all’estero che vedono impegnati 7.155 militari italiani, secondo i numeri autorizzati per il primo semestre del 2011. Il contingente più numeroso (4.200 uomini) si trova in Afghanistan; segue il Libano (1.780) ed i Balcani (650). Ecco l’elenco delle missioni con i militari che vi partecipano. Non è compresa la missione Unified Protector in Libia, cui la Difesa italiana partecipa con navi ed aerei.(ANSA)

Missioni Numero dei militari
Afghanistan 4.200
Libano 1.780
Balcani 650
Bosnia 5
Mediterraneo 114
Hebron 13
Rafah 1
Darfur-Sudan 3
Congo 4
Cipro 4
Georgia 15

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