Difesa Servizi SpA, nata all’insegna dell’opacità

larussa7Un’operazione da 4 miliardi, ma lo Statuto della nuova società è pieno di omissis. Roma, 5 mar – (di Marco Palombi) Visto che Tremonti ha la Cassa depositi e prestiti, anche Ignazio La Russa ha voluto la sua piccola Iri, e il ministro dell’Economia gliel’ha concessa (ma piazzandogli accanto un controllore): con la pubblicazione dello Statuto nella Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio è infatti operativa la Difesa Servizi Spa, la società interamente di proprietà del ministero che gestirà i beni, l’immagine, le attività e – non ultimo – gli acquisti delle Forze armate. Una cosetta calcolata nell’ordine dei quattro miliardi di uscite a cui andrà aggiunta ovviamente la capacità di spesa dovuta alle entrate. Le aspettative non sono delle migliori: la Spa di La Russa nasce all’insegna dell’opacità, che non è una bella presentazione. In Gazzetta si legge infatti un decreto legislativo di tre articoli: il primo dice che i ministri della Difesa e dell’Economia hanno approvato lo Statuto della nuova società (che è allegato) e gli altri due niente. O meglio c’è il titolo: “Nomina del consiglio d’amministrazione” e “Nomina del collegio sindacale”, ma il contenuto è “Omissis”.

Il ministero della Difesa ci ha fatto informalmente sapere che non esiste alcun obbligo di legge a pubblicare i nomi in Gazzetta Ufficiale e questi sono disponibili presso la Camera di Commercio: ora, a parte che la Difesa Servizi Spa non risulta ancora registrata (ma per queste cose ci vuole un po’ di tempo), non si vede a cosa servano questi “omissis” in una società pubblica.

Come che sia, di sicuro il presidente sarà Armando Novelli, generale dal prestigioso curriculum operativo, mentre nel cda siederà un uomo di Tremonti: Gaetano Caputi, capo dell’ufficio legislativo dell’Economia. Nel consiglio dovrebbero trovare posto anche Lino Girometta – già nel Cda di Sea (Aeroporti di Milano) e vicepresidente dell’azienda lombarda per l’edilizia (Aler) in quota An – e Giovanni Bozzetti, An pure lui, ex assessore con Albertini, ex presidente della camera della moda di Milano, oggi a capo di Infrastrutture lombarde Spa, il quale – ci informa il suo sito – “da sempre collabora a stretto contatto con l’on. Ignazio La Russa”.

Niente paura: a norma di Statuto nessuno dovrà dimettersi dalle poltrone già occupate. Restano per noi sconosciuti, al momento, un altro membro del consiglio e i tre sindaci. Poco male, il dominus resta sempre l’assemblea dei soci, che poi è uno, il ministero: su questo il testo pubblicato in Gazzetta è chiaro, tranne una spiacevole dimenticanza. Il consiglio (art. 19) può infatti autorizzare spese solo fino al limite fissato dall’“articolo 14 comma 1, lettera d”: solo che quel comma ha le lettere “c” ed “e”, ma la “d” se la sono persa per strada. Quanto ai compiti di Difesa Servizi Spa saranno invece esattamente quelli di cui si è parlato nei due anni di gestazione. L’obiettivo è unico, fare soldi, e i mezzi scelti sono i più disparati. Innanzitutto il ricchissimo patrimonio immobiliare: il consiglio potrà farci di tutto – ristrutturarlo, darlo in concessione, persino aprirci degli alberghi – tranne venderlo, mentre i terreni del demanio militare sono disponibili per nuove centrali energetiche “da fonti rinnovabili”. Per il resto, il comandamento è fatturare tutto il possibile: non sarà più gratis il servizio meteorologico dell’Aeronautica, né quello cartografico dell’Istituto geografico militare e qualcuno dovrà pagare pure se la sanità in divisa dovesse trovarsi a curare dei civili.

Poi c’è la gestione dell’immagine delle Forze Armate: soldi dalle sponsorizzazioni, soldi dalla concessione dei marchi di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri per vestiti, tazze, automobili e quant’altro. Difesa Servizi Spa, ovviamente, spenderà pure: dovrà comprare per i militari (e altre forze di polizia se lo vorranno) tutto quello che serve tranne gli armamenti, ma non esclusi quindi mezzi di trasporto e quei sistemi elettronici che ormai sono una fetta non secondaria del bilancio militare.

Almeno, contrariamente ai voleri di La Russa, ai Cda parteciperà anche un magistrato della Corte dei Conti. (Il Fatto Quotidiano)

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