Difesa: precari militari manifestano davanti a Montecitorio

precari_militariRoma, 30 set – Rigidamente sull’attenti, in divisa, una rappresentanza di precari militari sta manifestando questa mattina davanti a Montecitorio per segnalare la loro condizione – di perdita del lavoro – nonostante le promesse ricevute e i concorsi vinti. Solo un esponente, a nome di tutti, con l’aiuto di un megafono spiega la situazione di precariato di giovani che hanno svolto servizio in Marina, nell’Esercito e tra i Carabinieri. I precari militari chiedono una risposta da parte del ministro della Difesa Ignazio La Russa che fino ad oggi – lamentano – li ha ignorati. I giovani chiedono la ”corretta applicazione della finanziaria 2007 (comma 519) con particolare riguardo alla prevista stabilizzazione degli ufficiali precari delle Forze Armate, a partire dal personale congedato nell’anno 2008”. ”Ad oggi il silenzio delle istituzioni – dicono i giovani militari precari – e’ assordante e incomprensibile, soprattutto di quelle coinvolte in questo brutto affaire a danno di giovani ufficiali precari, vincitori di pubblici concorsi a livello nazionale, manifestamente presi in giro dalla non applicazione di una norma dello Stato licenziata dal paramento, e per tacere della sorte riservata a tanti altri precari della Difesa costretti in condizioni miserrime dopo servizi resi di tre, quattro ed anche sei anni, che non beneficiano di ammortizzatori sociali. Ci riferiamo ai carabinieri ausiliari e ai cosiddetti militari di truppa”.

Di Pietro, solidarietà a militari precari

”Dopo aver servito lo Stato e aver acquisito una professionalita’, alcuni dei nostri militari tornano a casa senza lavoro”. E’ la denuncia lanciata dal leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, nel manifestare la sua solidarieta’ ai militari precari che stanno protestando questa mattina davanti a Montecitorio. Di Pietro ha ascoltato le istanze del Supu (Sindacato personale in uniforme) e ha assunto l’impegno a farsi ”cassa di risonanza” delle sue istanze ”all’interno del Parlamento e delle istituzioni”. ”Uno dei sei militari uccisi a Kabul – sottolinea Di Pietro – era un volontario che sarebbe tornato a casa da precario, senza lavoro. Cosi’ accade di frequente: dopo anni di impegno da precari, vengono rimandati a casa uomini che hanno acquisito una professionalita’ e rischiano di perderla, con una perdita di risorse anche per lo Stato che li ha formati”. I militari, provenienti da tutta Italia (una cinquantina quelli che manifestano davanti la Camera), denunciano le ”condizioni sociali miserrime” cui li costringe la precarieta’ del lavoro. E chiedono al ministro della Difesa, Ignazio La Russa (che ”si e’ occupato di badanti ma non ha dato risposta ai precari militari”) e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di intervenire per far ”cessare i concorsi a tempo indeterminato che si continuano a tenere al dicastero della Difesa e far applicare la normativa esistente, stabilizzando gli ufficiali precari gia’ vincitori di concorsi pubblici”.

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