Difesa: gen. Tricarico, no a militari-spazzini e mini naja

tricaricoPrecariato militare inaccettabile e tagli debilitanti. Roma, 28 nov – Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, dice “no” ai soldati-spazzini, alla mini naja e a tutti quegli ”impieghi impropri” dei militari che «in un contesto di rigida austerità andrebbero limitati», così come – aggiunge – «le iniziative estemporanee che disperdono risorse e interferiscono con la programmazione delle attività addestrative e operative, talvolta fino al punto di snaturare il ruolo delle Forze armate o di avallare l’idea che esse possano sistematicamente supplire a ogni carenza di qualsiasi altra amministrazione dello Stato».

Secondo Tricarico, socio fondatore della fondazione Icsa, «la sorveglianza delle discariche campane, lo spalamento della neve nel nord Italia e l’impiego in attività di ordine pubblico e sicurezza ne sono alcuni esempi». «Poi – aggiunge – è discutibile l’utilità delle tre settimane di “mini naja”, tanto più che non vi sono mai stati problemi di insufficienti arruolamenti. Quelle risorse sarebbero meglio impiegate per ampliare il contingente da arruolare o per trattenere il personale in ferma prefissata già addestrato a caro prezzo. Forse non tutti sanno – spiega infatti il generale – che il fenomeno del “precariato” militare ha assunto proporzioni inaccettabili soprattutto con riferimento ad altri comparti pubblici: un solo militare su quattro oggi viene arruolato dopo aver servito senza demeritare per uno o due anni nelle forze armate, gli altri tre vengono semplicemente congedati senza appello».

I Tagli subiti

«Il bilancio Difesa 2011, fissato in 14.327,6 milioni mostra un trend nominale positivo rispetto ai 14.295,0 milioni del 2010. Bisogna però ricordare che appena nel 2003 il bilancio Difesa era di oltre 23 miliardi. Nessun altro grande dicastero ha subito una riduzione analoga».

«La vera portata del sacrificio chiesto alle Forze armate – afferma Tricarico all’ANSA – è però ancora maggiore perchè gli stanziamenti per l’Esercizio (cioè la parte operativa, tutto ciò che riguarda addestramento, manutenzioni, infrastrutture, ecc.) sono ridotti di 320 milioni (pari al 18,2%)». Secondo il generale «questo significa che i tagli si ripercuotono solo sull’attività “quotidiana”». Citando il caso della Forza armata che conosce meglio, l’ex capo di Stato maggiore sottolinea che «per l’Aeronautica militare l’Esercizio è passato dai 948 milioni del 2003 ai 214 del 2011. Se si pensa che nel 2010 per il solo carburante l’Aeronautica ha speso 117 milioni si può capire la profondità del taglio inferto».
E ancora: «gli impegni previsti per legge richiederebbero all’Aeronautica un’attività annuale di 130 mila ore, ma gli stanziamenti attuali non consentono di effettuare più di 90.000 ore di volo, con la prospettiva di scendere già nel 2013 a 70.000 ore, pari di fatto alla metà di quanto richiesto per i compiti di legge». Ad aggravare il problema, secondo Tricarico, «vi è la tendenza, in atto da anni, al mancato rimborso dei costi anticipati per conto di altre amministrazioni. Tipico il Trasporto di Stato: negli ultimi dieci anni i costi non reintegrati ammontano a oltre 250 milioni. Nelle attuali condizioni di bilancio, questo significa che ogni volo per presenziare a un Gran Premio è un’ora operativa sottratta alla difesa dello spazio aereo nazionale o alla protezione dei soldati in Afghanistan». E proprio a proposito di Afghanistan, «l’impegno maggiore e più rischioso, nel bilancio 2011 – afferma Tricarico – non sembrano esservi quelle misure atte a potenziare le capacità operative e di sicurezza per i nostri contingenti impegnati sul campo. La riduzione delle spese di Esercizio incide direttamente e trasversalmente sulla capacità operativa a causa di un addestramento sempre meno adeguato e della ridotta disponibilità di mezzi e ore di volo. Di fatto si chiedono prestazioni di punta a un organismo sempre più debilitato, esponendo il personale a rischi sempre maggiori anzichè irrobustirne le difese».

In tempi di vacche magre scandaloso spendere per lo sport

In un tempo di vacche magre per la Difesa come l’attuale, in cui scarseggia il carburante per gli aerei e le risorse per l’Esercizio dello strumento militare hanno subito un taglio di 320 milioni, «è scandaloso che per un dubbio e fatuo ritorno d’immagine si continuino ad arruolare atleti e sostenerne le forti spese collegate».

«Tra le voci facilmente epurabili senza impatto sull’efficienza operativa – dichiara Tricarico – vi è lo sport». «Ma quanti davvero sanno – osserva Tricarico – che Andrew Howe è un militare dell’Aeronautica, soprattutto quando lui si guarda bene dall’evidenziare la propria appartenenza e la madre-allenatrice indossa durante le gare il berretto della Polizia? A che serve sostenere sport quali la ginnastica ritmica o altre discipline per nulla riconducibili all’attività militare operativa?». Secondo Tricarico, «analogo discorso vale a maggior ragione per la Commissione Internazionale di Sport Militare (Cism), un’organizzazione nata durante la Guerra fredda per favorire il dialogo anche tra avversari ma oggi superata dalla storia. Gli stessi atleti vedono malvolentieri la partecipazione a campionati militari, di basso valore sportivo e forte intralcio al vero calendario agonistico, quello delle Olimpiadi o dei mondiali». (ANSA) ico_commenti Commenta

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