Difesa: a Cameri prende forma il cantiere degli F-35. Bossi: meglio noi che altri

F-35-JSFRoma, 12 lug – ”Se non lo facevamo noi lo faceva qualcun altro”: il leader della Lega Umberto Bossi ieri all’aeroporto di Cameri per il cantiere del nuovo caccia bombardiere F35-Jsf, assieme al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota replica così a chi gli domanda come alla luce delle sue posizioni pacifiste possa vedere positivamente lo sviluppo dei uno dei più grandi cantieri della Difesa in Italia. ”E ha fatto bene l’amico Cota a mettere il cappello su questo investimento”, aggiunge Bossi a fianco del governatore. Circa due chilometri di cantiere, 21 capannoni di cui per ora si vedono soltanto gli scheletri. Sono già 150 gli operai che stanno lavorando alla costruzione dei capannoni e a regime saranno 750.

Quando sarà avviata la produzione – la commessa riguarda 1200 strutture alari per il caccia americano di cui il capo commessa è Lockheed – gli addetti saranno duemila.”Il nostro sogno – sottolinea Cota – è far crescere qui a Cameri un polo aeronautico di ricerca e sviluppo”. Cota sottolinea la nascita nella zona di nuove aziende dell’aeronautica e delle tecnologie e ricorda le positive ricadute civili della tecnologia militare. A cominciare, aggiunge Cota, dalla possibilità di dare lavoro qualificato e stabile per quarant’anni, la durata media di un programma aeronautico di successo.

A Cameri oltre alle ali verranno assemblati i 131 F-35 ordinati dall’Italia e si punta a montare qui, alle porte di Novara, anche gli altri caccia della flotta europea , oltre a quelli dell’Olanda che ha già dato il suo benestare. ”Questo è un programma strategico per il nostro territorio”, dice ancora Cota e assicura che non c’è concorrenza con lo stabilmento Alenia di Caselle, ma anzi complementarietà. Il caccia, ha spiegato Cota, non poteva essere realizzato se non in una base militare per gli standard di sicurezza necessari, e per la prima volta, dice, un codice di sicurezza così alto viene riconosciuto al di fuori dagli Stati uniti. L’investimento complessivo è di 750 milioni di cui 184 per la cantieristica. La produzione sarà avviata a fine 2012, a metà 2013 le prime consegne, mentre il primo velivolo assemblato è previsto per il 2014. Il programma Jsf, il più grande del suo genere, prevede la realizzazione di 3200 velivoli di cui 2500 destinati agli Stati Uniti. (Asca)

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