Crisi libica: bombardata Tripoli. Gheddafi annuncia: colpiremo obiettivi civili nel Mediterraneo

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A Trapani i “Tornado” aspettano l’ordine di attacco. Roma, 20 mar. – Notte di fuoco sulle coste della Libia, attaccate da terra e da mare con l’operazione Alba dell’Odissea della coalizione internazionale. Sotto le bombe è finita anche Tripoli, con notizie di un attacco aereo contro la caserma-residenza di Muammar Gheddafi a Bab-al-aziza. Nelle prime ondate di raid, gli aerei francesi hanno colpito nella regione di Bengasi per proteggere la roccaforte dei ribelli e almeno 110 missili cruise Tomahawk sono stati lanciati da Usa e Gran Bretagna. Colpita anche Sirte, città natale del Colonnello. La tv libica ha parlato di almeno 48 morti e 150 feriti nei bombardamenti. Per ora Gheddafi ha reagito solo lanciando minacce contro quella che ha dipinto come “una crociata colonialista di aggressione”. Tripoli ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza e ha annunciato che non coopererà più nella lotta all’immigrazione clandestina. Russia e Cina hanno subito preso le distanze dai bombardamenti, dopo che al Consiglio di sicurezza si erano astenute sulla risoluzione 1973 Mosca ha condannato “l’intervento straniero” in Libia. In una dichiarazione, il ministro degli Esteri cinese Yang Jechi ha espresso “rammarico” e ha ribadito la ferma opposizione della Cina “al ricorso alla forza nelle relazioni internazionali”. L’Unione africana, attraverso il suo Comitato per la Libia, ha chiesto “l’immediata cessazione di tutte le ostilità” nel Paese nordafricano. Membri del comitato avrebbero dovuto recarsi a Tripoli ma non hanno ricevuto li permesso. L’attacco alle forze di Gheddafi era iniziato alle 17,45 di sabato, poche ore dopo dopo il via libera arrivato del vertice di Parigi con Onu, Usa, Ue e Paesi arabi alla più grande operazione militare internazionale dall’invasione dell’Iraq nel 2003. Quattro cacciabombardieri francesi Rafale hanno distrutto carri armati delle forze governative, poi sono stati lanciati almeno 110 missili Tomahawk americani e britannici da navi e sommergibili contro le batterie contraeree e i depositi di carburante a Tripoli e Misurata. Londra ha anche partecipato ai raid aerei. L’Italia partecipa alle operazioni con le sette basi militari messe a diposizione: i caccia mobilitati per i raid aeerei si sono concentrati nella base di Trapani Birgi. I bombardamenti sono stati autorizzati dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 17 marzo scorso che prevede una No fly zone rafforzata, l’immediato cessate il fuoco e ogni altra iniziativa tranne l’occupazione via terra per proteggere la popolazione civile.

Gheddafi: colpiremo obiettivi civili nel Mediterraneo. Il mare sarà trasformato in “un campo di battaglia”

gheddafi1Il leader libico Muammar Gheddafi ha minacciato ieri sera di trasformare il mare Mediterraneo in “un campo di battaglia” ed affermato che i “depositi d’armi” di Tripoli sono stati aperti a tutti coloro che intendono difendere la Libia, dopo l’inizio dei bombardamenti occidentali. “Il Mediterraneo è diventato un vero campo di battaglia”, ha dichiarato il colonnello in una breve registrazione audio diffusa dalla televisione ufficiale libica, affermando che le forze libiche attaccheranno “ogni obiettivo civile o militare” nel Mediterraneo. “Gli interessi dei paesi che hanno partecipato all’aggressione saranno in pericolo”, ha insistito Gheddafi, giudicando che i bombardamenti aerei rappresentano una “aggressione ingiustificata dei crociati” contro la quale “lotterà il popolo libico coraggioso”. Il colonnello ha anche affermato di avere “aperto i depositi d’armi per armare il popolo libico in attesa di difendere l’unità della Libia e il suo territorio”. Gheddafi ha invitato “i popoli arabi, africani e latino-americani a sostenere la gente libica”.

Trapani, notte tranquilla, nessun ordine di attacco

La notte è trascorsa tranquilla nella base aerea del 37° stormo dell’Aeronautica militare di Trapani Birgi dove l’allerta rimane massima. ”Non è stato ordinato alcun attacco verso la Libia, nè e possibile prevedere che ciò accada”, spiegano alla base. All’interno rimane comunque tutto pronto qualora questa ipotesi possa divenire reale. Rimangono infatti rischierati qui i caccia Tornado Ecr di Piacenza, specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, insieme ai Tornado Ids di Ghedi (Brescia), con capacità di attacco.
Anche gli Eurofighter di stanza a Grosseto sono stati schierati a Trapani, dove già si trovano caccia F-16, aerei radar Awacs della Nato e aerei per il rifornimento in volo.

Scudi umani nel quartier generale di Gheddaf. Centinaia di volontari pronti a immolarsi

Centinaia di civili libici, in gran parte donne e bambini, si sono offerti come scudi umani per proteggere il colonnello Muammar Gheddafi, e si trovano attualmente nel quartier generale di Tripoli del leader libico pronti a morire per lui. Lo riporta il New York Times. Mentre i jet francesi e britannici hanno iniziato ieri a colpire gli obiettivi militari delle forze rimaste fedeli al rais, un gruppo di giornalisti stranieri – scrive il NYT – ha potuto visitare il bunker di Gheddafi, un labirinto di cemento armato, protetto con muri fortificati e filo spinato, progettato appositamente per impedire colpi di stato militari. All`interno, riferisce il NYT, si trovano centinaia di persone pronte a sacrificarsi per difendere il loro leader. “Se vogliono colpire Muammar Gheddafi devono colpirci tutti, perché noi tutti siamo Muammar Gheddafi”, dice Ghazad Muftah, una donna di 52 anni, vedova di un soldato della tribù Warfalla. Intanto a Tajoura, un focolaio della rivolta anti-Gheddafi situato nei pressi della capitale, un residente si è intanto lamentato del fatto che nonostante la `no-fly zone` imposta dalla comunità internazionale i jet dell`aviazione libica hanno continuato a decollare da una base limitrofa, diretti presumibilmente verso l`est del paese. “La nostra sofferenza è più grande di quanto si pensi”, ha detto l`uomo, parlando in condizione di anonimato. “Chiunque prova a uscire di casa rischia di essere arrestato o ammazzato”. “C`è sempre meno cibo, manca l`acqua potabile e l`elettricità va e viene”, ha aggiunto. “Negli ospedali mancano le medicine, e dobbiamo curare i malati e i feriti con i vecchi rimedi. Manca anche il latte per i bambini”.

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