Crisi economica: manager a lezione dalla Folgore per imparare a gestire lo stress

folgoreRoma, 30 gen. – Si trovano in un’area di crisi, vengono rapiti, maltrattati. Devono gestire la tensione di una situazione al limite, ad alto rischio di collasso nervoso. E devono uscirne fuori mantenendo il controllo di se stessi e facendo affidamento sull’addestramento ricevuto, sulle proprie risorse e su quelle del gruppo di cui si trovano a far parte. Qualità necessarie a chi guida un’unità militare, ma che possono tornare utili anche sui campi di battaglia della globalizzazione economica al tempo della crisi, con i mercati trasformati in trincee entro le quali attestarsi e dalle quali poi lanciarsi per conquistare quelle nemiche. Insomma, “a’ la guerre comme a’ la guerre”, devono aver pensato gli ideatori del corso, “Oltre la crisi: la leadership creativa”, strumento di formazione per imprenditori ideato dalla OpenUp di Verona, che ha deciso di rivolgersi a una delle unità di maggior prestigio della Nato: la Brigata Folgore dell’Esercito Italiano, che a Livorno ha già accolto un primo gruppo di manager e alla fine di febbraio, compatibilmente con la partenza della Brigata per il fronte afghano, potrebbe ospitare un nuovo corso. “Un’azienda impegnata nella competizione globale è come un esercito in battaglia, con imprenditori come generali che preparano piani e dispongono uomini e risorse – spiegano alla OpenUp – ma che fare quando scatta l’azione e nulla va come dovrebbe? Difficoltà di comunicazione, di logistica, di approvvigionamenti, anche qualche sabotaggio: impossibile decidere la tattica giusta, si è costretti a dare indicazioni approssimative al team senza avere le informazioni necessarie e poter valutare i pro e contro”.

“La risposta è una formazione che alle competenze manageriali (comunicazione, motivazione, pianificazione) aggiunga un elemento chiave: lo stress. Togliendo ai partecipanti la calma e la lucidità si stimolano le risorse profonde e si stimola la reattività che tutti possiedono ma non sfruttano”, si legge nel materiale informativo del corso. La Folgore non è nuova alla partecipazione a programmi addestrativi per civili. “Facciamo corsi per i giornalisti che poi andranno in zone di guerra, “embedded” al seguito di unità militari, o per per funzionari di organizzazioni non governative che operano in aree di crisi”, spiega all’ADNKRONOS il portavoce della Brigata, il capitano Marco Amoriello. Si tratta però della “prima volta” per degli imprenditori, che, nell’ambito del Corso organizzato dall’azienda veronese, trascorrono alcune giornate con i parà dell’Esercito. “I partecipanti prendono la cosa molto sul serio, ma sanno anche stare al gioco – spiega Amoriello – il primo giorno che trascorrono con noi è dedicato alla formazione teorica, con una serie di consigli che poi, torneranno utili successivamente, quando si passerà alla pratica”.

E la “pratica” consiste nel simulare una situazione ad altissimo stress, come un rapimento in un’area di crisi del Medio Oriente. “Alcuni nostri istruttori – dice ancora Amoriello – impersonano i “cattivi” e i manager che partecipano al corso devono saper rispondere alla situazione ad alto tasso di stress. Successivamente, devono gestire la “trattativa” per il rilascio, un’attività nella quale i manager che sono stati da noi si sono dimostrati molto bravi”. L’esperienza con gli istruttori della Folgore, ha quindi per i manager una doppia valenza: “Da un lato, essendo dirigenti di aziende che possono trovarsi a operare in aree difficili, come alcuni Paesi del mondo arabo o asiatici, le informazioni e l’addestramento ricevuti possono tornare utili sul piano pratico – sottolinea Amoriello – dall’altro, servono loro per mettersi alla prova come persone”. L’appuntamento per il prossimo corso è previsto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo: “Se ci sarà il tempo, perchè entro l’inizio della primavera la Folgore partirà per l’Afghanistan”, dove avvicenderà gli alpini, ricorda Amoriello. Altrimenti, se ne riparlerà a ottobre. E magari, per quella data, si spera che la tanto invocata ripresa economica, abbia reso il campo di battaglia del business globale un po’ meno cruento. (Adnkronos)

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