Cossiga, il Comandante della Brigata Sassari: ha un posto importante nei nostri cuori

Cossiga-saluto-militareDomani picchetto d’onore alla cerimonia funebre. Roma, 18 ago. – Ai funerali del Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga saranno presenti unità dei Granatieri di Sardegna, del 9° reggimento Col Moschin della Brigata Folgore, e, naturalmente, anche le unità della Brigata meccanizzata Sassari dell’Esercito. “La cerimonia funebre si svolgerà a partire dalle ore 10.30 presso la chiesa di S.Giuseppe di Sassari. Dopo la benedizione all’interno della Chiesa, la salma verrà trasportata al cimitero di Sassari per la traslazione”, dice all’ADNKRONOS il Generale Alessandro Veltri, Comandante della Brigata Sassari. “Come nello stile della famiglia del Presidente Cossiga – prosegue il Generale Veltri – e nel pieno rispetto della sua volontà, la cerimonia, oltre ad esser breve, si svolgerà in forma strettamente privata”. In merito al particolare legame che univa Francesco Cossiga alla Brigata Sassari, il Generale Veltri aggiunge che “all’esterno della chiesa è previsto un picchetto d’onore al quale presenzieranno il comandante e i trombettieri, oltre, naturalmente, alle forze militari maggiormente espressive del panorama italiano. Questo, a testimonianza della stima e affetto reciproci che ha sempre legato l’Esercito al Presidente Cossiga. Il Presidente Cossiga, per noi della Brigata Sassari ha sempre occupato un posto importantissimo nei nostri cuori”. Il Generale Veltri ricorda anche il suo incontro con il Presidente Cossiga: “il mio umile e personale ricordo – racconta – è il privilegio di averlo conosciuto nel 2003, in occasione di una sua visita a Tel Aviv. In quell’occasione io ricoprivo l’incarico di addetto alla Difesa presso l’ambasciata italiana di Tel Aviv ed ebbi l’onore di averlo ospite nel mio ufficio”. “Il Presidente Cossiga – sottolinea il Generale Veltri – in quella circostanza mi parlò, come solo un grande maestro è in grado di fare, della storia delle Brigata Sassari, prima ancora che io assumessi l’incarico che oggi ricopro. Ho sempre pensato a quell’episodio come ad un segno premonitore”. (Adnkronos)

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