Corte dei Conti, troppe anomalie negli appalti secretati. Spesa oltre i 550 milioni

corte_dei_contiRoma, 1 dic – (di Anna Laura Bussa) Di tutti gli appalti secretati (la cui documentazione è stata trasmessa alla Corte dei Conti tra il 2005 e il 2007) neanche uno risulta in regola. Lo si afferma in una Relazione della magistratura contabile trasmessa alle Camere. Secondo la legge, si spiega nel documento, gli appalti possono essere secretati (e quindi derogare alle norme sugli appalti pubblici) solo nei casi in cui siano richieste ”misure speciali di sicurezza e segretezza” o quando lo esiga ”la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato”. Poi dovrebbero essere opere ”dichiarate indifferibili ed urgenti” con adeguata motivazione. E la richiesta dovrebbe essere fatta da autorità apicali, come ad esempio i ministri, e non da semplice ”personale dirigente”.

Ora, denunciano le toghe contabili, tutte le opere esaminate, per un costo complessivo di oltre 550 milioni di euro, non sembrano rispondere a nessuno dei requisiti richiesti. ”Nella quasi totalità dei casi – si legge – la dichiarazione di secretazione è espressa in termini generici e, spesso, manca ogni riferimento ai requisiti di indifferibilità ed urgenza senza contare che non sono rari i casi di opere considerate (anche se in modo generico) urgenti e indifferibili affidate con notevole ritardo o la cui realizzazione si è protratta nel tempo”. ”Fatti questi – aggiungono i magistrati – che si pongono in palese contrasto con l’asserita presenza dei requisiti medesimi”.

La Scuola per marescialli dei Carabinieri di Firenze, ad esempio (al centro della vicenda giudiziaria che vede coinvolto anche il coordinatore Pdl Denis Verdini), non è ancora ultimata ”a 13 anni dall’iniziale protocollo d’intesa” e per lei la spesa è lievitata, sinora, a circa 450 milioni di euro: la fetta più grande di tutti gli appalti secretati presi in esame. Ma i giudici contabili puntano il dito anche contro i ritardi con cui sono stati realizzati gli appalti e contro le penali “risibili” che sono state fatte pagare ai “ritardatari”: tra l’1 e lo 0,7 per mille. Quindi nella relazione si sottolineano i ritardi nella consegna dei documenti alla Corte dei Conti e le indicazioni errate degli importi di spesa.

I magistrati rivolgono allora un triplice appello alle amministrazioni a tutela della “trasparenza”:

1) I provvedimenti di secretazione dovranno essere ”adeguatamente motivati” e nel rispetto delle legge;

2) In fase di programmazione dovranno essere ”dettagliatamente indicate e descritte le opere da eseguire”;

3) per ”le varianti in corso d’opera si dovrà adottare un nuovo provvedimento di secretazione” quando queste non rientrino nelle ipotesi previste dalla legge”.

Critico il Pd, mentre l’Idv chiede ai ministri dell’Interno Roberto Maroni e della Difesa Ignazio La Russa di rendere pubblici tutti gli atti degli appalti secretati. ”Come emerge chiaramente dalla relazione – commenta Gianclaudio Bressa (Pd) – lo strumento della secretazione è utilizzato in modo improprio e determina una gestione poco trasparente ed inefficiente degli appalti pubblici”. L’appello della Corte dei Conti, aggiunge, non cada nel vuoto. Analogo il commento di Sesa Amici (Pd), secondo la quale ”la mancanza di trasparenza favorisce non solo le infiltrazioni della criminalità organizzata, ma anche un incremento dei costi per la finanza pubblica”. ”Stupisce – conclude – che la secretazione avvenga ormai per prassi senza che vi sia un’ esigenza oggettiva, quasi a voler creare un canale privilegiato per alcune opere o per alcuni imprenditori…”. (ANSA)

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