Corte dei Conti : l’Italia è corrotta. Le mazzette costano 800 euro a cittadino

corte-conti-GiampaolinoRoma, 20 ott – (di Chiara Paolin)  Luigi Giampaolino, nuovo presidente della Corte dei Conti, ha tenuto ieri il suo discorso d’insediamento davanti al presidente della Repubblica. Un’orazione di 25 pagine con citazioni nobili, dalle XII tavole ai discorsi di Quintino Sella, giurista e uomo del Sud proprio come Giampaolino, nato a Pomigliano d’Arco nel 1938, cultore del Leopardi e delle tradizioni partenopee.

Parole altisonanti hanno riempito la maestosa Aula delle Sezioni Riunite, a Roma: “Gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni, il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli – ha esordito Giampaolino -. Il mancato rispetto   delle regole e la presenza radicata e diffusa della corruzione è causa di una profonda e sleale alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste, costringendole a uscire dal mercato”.

Anche se, ha precisato il neo presidente, è soprattutto la crisi economica a danneggiare il cittadino: “Se si considera che rispetto alle proiezioni di inizio legislatura la politica di bilancio deve misurarsi con una perdita permanente di entrate per circa 70 miliardi e di pil per circa 130 miliardi (con una spesa pubblica crescente), si comprende come sia obbligata una linea di attenta gestione della finanza pubblica”.

“Spendere meglio quel che c’è”

Un chiaro suggerimento ai rappresentanti di governo presenti in sala, dal presidente della Camera Gianfranco Fini al sottosegretario Gianni Letta fino ai ministri Matteoli e Sacconi: impossibile tagliare le tasse, necessario spendere meglio quel che c’è e dare una mano a chi sta peggio. Considerazioni di evidente buon senso, cui però è mancato un preciso riferimento alla cronaca recente. Perché le “condotte riprovevoli” cui ha accennato Giampaolino sono in realtà episodi ben chiari ai membri dell’esecutivo che ieri applaudivano in prima fila.

La parola chiave è Protezione civile. Storie illuminanti come quella di Mario Sancetta, il presidente della corte contabile di Napoli. Talmente abile a inserire gli amici degli amici nella ricostruzione a L’Aquila da ottenere gli elogi del costruttore campano Rocco Lamino: “Lei è uno che si muove molto, che si muove moltissimo. Presidente. Lei è uno che non sta mai fermo”.

Forse una piccola dimenticanza, cui si somma però il silenzio sulle inchieste nate a Firenze che stanno facendo ballare da un tribunale all’altro i nomi dello stesso ministro Matteoli e del sottosegretario Bertolaso, oltre a potenti funzionari pubblici (come Angelo Balducci e Fabio De Santis) e anime forti del governo (da Denis Verdini a Gianni Letta). E che hanno fatto schizzare la Toscana in testa alla classifica delle regioni in cui la Corte dei Conti ha emesso il maggior numero di citazioni in giudizio per danno erariale proprio in seguito alle indagini sugli appalti del G8.

Discutibile il potere della Protezione

Anche volando più basso, Giampaolino avrebbe potuto citare forse le telefonate di Piscicelli – l’imprenditore che si fregava le mani la notte del terremoto – in cui spiegava come stesse lavorando su De Santis e Balducci per riaffidare i lavori della Scuola dei marescialli a Riccardo Fusi, il costruttore amico di Verdini. Passaggio chiave un contatto diretto con l’ingegner Carlo Cresta, responsabile dei Grandi eventi presso l’Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici: l’ente di cui è stato presidente fino a giugno Giampaolino. Il quale ha lanciato un messaggio esplicito in materia: “Il potere di deroga alle ordinanze di Protezione civile é stato usato molto discutibilmente per i grandi eventi. La Corte ha stabilito che le ordinanze devono limitarsi a calamità naturali e incolumità delle persone. Possono essere previste deroghe quando ci si trova di fronte a impellenze, e una di queste è l’Expo di Milano. Ma la Corte sottoporrà a uno scrutinio molto attento le ordinanze relative”. Prontissima la risposta di Letta: ”Il governo vede nello svolgimento delle funzioni della Corte un supporto importante, cui ricorrere anche oltre i limiti strettamente imposti dalla legge, ad esempio avvalendosi della facoltà di avviare alcuni rilevanti provvedimenti al controllo preventivo di legittimità della Corte”. Certo Giampaolino ha davanti un lavoro duro. Secondo gli ultimi dati, l’incremento di denunce alla Guardia di Finanza segna un +229% per corruzione e +158% per concussione (dato 2009 sul 2008). Le mazzette ci costano 60 miliardi di euro l’anno: 800 euro a cittadino. (Il Fatto Quotidiano)

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