Corruzione, sempre peggio: secondo Trasparency l’Italia scende 67° posto, dopo il Rwanda

corruzioneRoma, 26 ott. – L’Italia sempre peggio: scivola al 67° posto nell’indice sulla corruzione stilato, come ogni anno, dall’ong Transparency International e presentato stamane. Il Bel Paese è arretrato di quattro posizioni rispetto al 2009 e di ben 12 sul 2008. Il Corruption Perceptions Index (CPI) è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico. I Paese ottengono un punteggio da zero a 10 (con zero che indica livelli elevati di corruzione e 10 bassi). L’Italia è al 67° posto, con un punteggio di 3,9 peggiorato rispetto al 2009 (quando era al 63° posto, con punteggio di 4,3) e al 2008 (alla 55ma posizione, con 4,8). Meglio di lei fanno il Rwanda e Samoa. I Paesi più onesti sono quelli più pacifici: Danimarca e Nuova Zelanda. In fondo alla classifica, Paesi devastati dalla guerra (Iraq, Afghanistan e Somalia) o governati da una giunta militare come la Birmania. Gli Stati Uniti sono usciti dalla top 20 dei meno corrotti, collocandosi al 22° posto.

L’Italia si colloca nella parte centrale della classifica, dietro Croazia, Macedonia, Ghana e Samoa (tutti pari merito al 62° posto) e Rwanda (66°); e davanti a Georgia (68°), Brasile, Cuba, Montenegro e Romania (69°).

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