Consiglio d’Europa, Segretario generale: “L’Italia è strettamente legata ad un’Europa dei diritti umani”

ThorbjornJaglandRoma, 21 apr – “L’Italia è strettamente legata ad un’Europa dei diritti umani”, ha affermato il Segretario generale, Thorbjørn Jagland, al termine dei colloqui con il Ministro italiano degli Affari esteri, Franco Frattini, il 16 aprile. Frattini ha espresso il forte desiderio dell’Italia di riformare e rafforzare il Consiglio d’Europa, unica organizzazione paneuropea, al fine di promuovere un futuro europeo comune fondato su valori quali diritti umani, democrazia e stato di diritto in Europa. Le discussioni hanno riguardato inoltre la riforma della Corte europea dei Diritti dell’Uomo e l’impegno comune per fornire maggiore assistenza allo sviluppo della Bosnia-Erzegovina e ulteriore supporto alla situazione in Georgia.
 
Il Segretario generale si è recato a Roma per ricevere sostegno circa l’attuale programma di riforma, e per difendere il futuro della Corte. “Abbiamo l’opportunità di entrare in una nuova fase in Europa, riunendo l’UE e i 47 paesi europei attorno ad una serie di principi e di diritti umani, come sancito dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Questa opportunità rappresenta l’eredità dei padri fondatori dell’Europa moderna. È nostra responsabilità agire al fine di assicurare un futuro comune di pace e prosperità, e per raggiungere tale scopo l’Italia è un partner fondamentale”, ha dichiarato Thorbjørn Jagland.

Durante la sua visita a Roma, il Segretario generale ha incontrato diversi ministri e politici di rilievo, tra cui il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il Presidente del Parlamento, Gianfranco Fini, la delegazione italiana in seno all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Al centro dei colloqui anche le questioni interculturali e legate all’immigrazione. “L’Italia si trova a far fronte a seri problemi d’immigrazione, fonte di preoccupazione per tutta l’Europa, che richiedono una soluzione comune europea”, ha aggiunto Jagland.
Il problema della mancata estensione dei diritti dell’uomo sanciti anche attraverso la “Carta dei diritti fondamentali” collegata al Trattato di Lisbona nei riguardi dei militari italiani, sta creando parecchi malumori fra i componenti del comparto Difesa, che devono ancora lottare affinchè i diritti riconosciuti ai colleghi europei (come ad esempio quello sindacale) vengano finalmente riconosciuti anche in Italia.

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