Cocer, manovra finanziaria correttiva: la Difesa indifesa

ciavarelli-lettaTestimonianza e riflessioni di un delegato del Cocer. Roma, 26 mag – (di Antonello Ciavarelli) Ieri 25 maggio è stata illustrata dal Governo la manovra economica/correttiva alle parti sociali ed ai delegati Co.Ce.R. (le rappresentanze militari). Il Ministro Tremonti ha illustrato in grandi linee il provvedimento finanziario. Ha comunicato che “si tratta di una manovra di risparmio pubblico e non basato su aumento delle tasse o su immissioni di nuove tasse”. Ha annunciato che ci saranno tagli ai Ministeri e che “ci sono, troppe spese per le feste e che queste devono essere ridotte”. Ci sarà un congelamento degli stipendi del Pubblico impiego ed una vera lotta all’evasione fiscale.
Per i militari di Esercito, Marina ed Aereonautica da indiscrezioni si viene a conoscenza di seri tagli a voci stipendiali al limite della costituzionalità. Si tratta, ad esempio, di tagli su indennità come quella di Comando o della Campagna e Supercampagna. Quest’ultima, come è noto ai militari, è un’indennità fissa e pensionabile alla stessa stregua di una voce stipendiale. Tutto ciò oltre la perdita delle risorse stanziate per il riordino delle carriere. Quesiti, questi, che sono stati posti dal COCER durante il confronto, per sapere se corrispondono a verità. Ma ad affermazioni precise, non ci sono state smentite né dal ministro dell’Economia né tanto meno dal ministro della Difesa. In effetti, da notizie apparse su autorevoli giornali nazionali di oggi 26 maggio, risulterebbe tutto confermato. Riferendosi al Pubblico Impiego il Ministro Tremonti, in conclusione, ha detto che i dipendenti devono “servire lo Stato e non servirsi dello Stato”.
Pensiero giusto e condivisibile, infatti i militari sono educati da sempre a servire la Nazione, fino al sacrificio estremo, figuriamoci se non sarebbero capaci di rispondere positivamente ad un ulteriore sacrificio economico. Ma al rischio di essere demonizzati come privilegiati, non ci stanno. Risulterebbe indirettamente, dai messaggi che si inviano all’opinione pubblica che i riconoscimenti ricevuti per le responsabilità, per la lontananza dalle famiglie, per le usure di giorni e notti di navigazione ecc., siano dei privilegi da eliminare.
In tutto ciò si percepisce l’assenza del Ministro della Difesa che in questo contesto non sembra difendere il suo personale. È un dato di fatto che non ha mai incontrato il Co.Ce.R. in questi due anni, se non una volta per 20 minuti e solo una piccola delegazione. Oltre lo stipendio, viene meno la considerazione fattiva nei confronti del personale. Quest’ultimo ha bisogno di chiarezza e sincerità, così come è abituato a comportarsi. Si sono fatte delle promesse chiare prima delle votazioni e durante questa legislatura. Invece in questi due anni sono stati stanziati solo 35 euro al netto delle vacanze contrattuali, che ancora non si riescono ad assegnare. Ora che il contratto è stato triennalizzato, si prevede lo stato di vacanza contrattuale per altri due anni. Ma non solo non ci saranno aumenti, addirittura gli eventuali tagli nelle busta paga potrebbero ammontare anche a 50 euro mensili.
Oltre a questa finanziaria critica, di contro ci sono in corso paralleli provvedimenti per i militari che inasprirebbero i codici e i regolamenti di disciplina, negando tanti diritti acquisiti negli anni, che riguardano la loro dignità di esseri umani.
Questo è il rispetto e la considerazione che meritano i militari dalle Istituzioni a fronte di enormi sacrifici? Dopo il danno la beffa. Ma alla beffa e al danno, ci sarà un limite?
Sindacati e COCER (almeno per il comparto sicurezza) avranno sicuramente una estate molto calda da affrontare.

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