Cassazione: la strage di Nassiriya poteva essere evitata. Le colpe dei generali

nassiriyaLe motivazioni, vere e proprie colpe, inadeguata protezione

. Roma, 20 mag. – La strage di Nassiriya, nella quale morirono diciannove italiani fra militari e civili e oltre nove iracheni, poteva essere evitata. Lo mette nero su bianco la Cassazione nelle motivazioni con le quali spiega il perchè lo scorso 20 gennaio ha dato il via libera ai risarcimenti per i familiari delle vittime della strage avvenuta il 12 novembre 2003. In un passaggio della Prima sezione penale – sentenza 20123 – la Suprema Corte rileva che da parte dei generali Bruno Stano e Vincenzo Lops vi sono “profili di vera e propria colpa per inadeguatezza della condotta rispetto alle esigenze di protezione”. La Suprema Corte, nel censurare particolarmente il comportamento tenuto dal generale Stano nella vicenda, fa notare come “il comportamento virtuoso che si richiede a chi presiede una posizione di garanzia, sicuramente avrebbe, secondo regole di comune e condivisa esperienza, ridotto il rischio in sè (il Said e i suoi terroristi potevano ripensarci o dirigere diversamente la loro azione) o, quanto meno, ridotto gli esiti del danno, perchè il camion bomba, costretto a fermarsi prima, non avrebbe cagionato la strage poi in realtà causata”.

Ignorato il preavviso del concreto pericolo, irresponsabilità rilevabili anche dai profani di arti militari

Nel dettaglio, la Cassazione rileva che ai generali Lops e Stano devono essere attribuiti “profili di imprudenza, riguardo alla valutazione dei livelli di rischio”, e ancora “profili di negligenza, riguardo alla necessità di innalzare le misure di protezione passiva” e relativa “alla necessità di una revisione. E non vi è dubbio che si tratti di profili classici di vera e propria colpa”. Riferendosi alla posizione del generale Stano a cui si addebita la “evidente sottovalutazione di un allarme così puntuale e prossimo”, la Cassazione rileva che “non può non essere ribadito il vero e proprio preavviso di pericolo concreto contro le basi italiane in Nassiriya, che seguiva un crescendo di allarmi, secondo cui un gruppo di terroristi di nazionalità siriana e yemenita si sarebbe trasferito a Nassiriya, risultato ex post tragicamente veridico”. Da qui la considerazione che “ben c’era possibilità di predisporre utilmente qualche maggiore contrasto anche temporaneo” dal momento che “la situazione sul campo – annota ancora la Cassazione – era anche più grave di quanto già non apparisse sulla carta”. Quanto alle munizioni che erano state messe nella “riservetta”, la Cassazione non può fare a meno di segnalare che “anche un estraneo alle arti militari dovrà rilevare l’irresponsabile assurdità della collocazione così esposta di un deposito di munizioni”. La responsabilità del generale Stano, rileva ancora piazza Cavour, si fa “ancora più stringente” nel contesto della riduzione del rischio: “non si trattava – spiega la Suprema Corte – del trasferimento in blocco dell’intera base, nè di installare provviste invadenti, ma della predisposizione di mezzi più efficaci di protezione passiva secondo semplici prudenze”.

Una diversa valutazione invece nei confronti del generale Vincenzo Lops (la Cassazione infatti ha deciso che il risarcimento ai familiari delle vittime dovrà essere fatto rivalere solo sul generale Stano) il quale, da’ atto la Suprema Corte, “ebbe comunque a rappresentare la problematica al successore, compresa la prospettiva di un cambio di collocazione della base”. Nel suo caso gli “ermellini” evidenziano la “concreta mancanza almeno del necessario elemento psicologico del contestato reato colposo”. La Cassazione era stata chiamata a decidere se confermare o meno, ai fini civili, la sentenza con cui la Corte militare d’Appello di Roma, il 24 novembre 2009, aveva assolto il generale dell’Esercito Bruno Stano, condannato in primo grado dal gup del Tribunale militare di Roma a due anni di reclusione per non avere adottato tutte le misure necessarie alla difesa di base Maestrale. La sentenza d’appello aveva inoltre confermato l’assoluzione già accordata in primo grado all’altro generale dell’Esercito Vincenzo Lops. Assolvendo i due ufficiali, la Corte militare d’appello aveva quindi escluso il risarcimento a favore dei familiari delle 19 vittime. Ora sarà la Corte d’appello di Roma a stabilire quanto spetta ai familiari delle vittime della “tristemente nota strage di Nassiriya”, per dirla con piazza Cavour. (Adnkronos)ico_commenti Commenta

{nicedonate:http://www.grnet.it/donpay.gif||}

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.