CASO BATTISTI, IL GIORNO DELLA VERITA’

battistiRoma, 09 set – “Non c´era Carla Bruni, l´altro ieri, quando suo marito, ospite d´onore, ha partecipato alla Festa dell´Indipendenza del Brasile seduto fra il presidente del Tribunale Supremo, Gilmar Mendes, e il presidente Lula. Mendez e’ il magistrato che vuole estradare Battisti verso l´Italia, Lula il capo del governo che gli ha concesso l´asilo politico. L´assenza della signora Sarkozy, che non ha accompagnato il marito a Brasilia per firmare un accordo di cooperazione militare, e’ stata letta come il desiderio di evitare nuove polemiche sul ruolo dell´Eliseo nel caso Battisti. A poche ore dall´inizio della sessione plenaria del Tribunale supremo, l´attenzione e’ concentrata su Ricardo Lewandowski, il giudice incerto. Nato a Rio de Janeiro, 61 anni, nominato da Lula tre anni fa, Lewandowski sarebbe diventato l´ago della bilancia tra i due schieramenti. Dei nove componenti del Tribunale (dovrebbero essere undici ma uno e’ in malattia e un altro e’ appena morto) quattro vorrebbero annullare il processo di estradizione accettando il decreto di asilo politico firmato dal ministro Genro nel gennaio scorso, mentre altri quattro vorrebbero procedere con l´estradizione aprendo un conflitto costituzionale con il potere politico. In mezzo Lewandowski, dalla cui decisione dipenderebbe la sorte di Cesare Battisti”. Lo scrive La Repubblica, che continua: “In realta’, al di la’ dei rumors, l´unica cosa certa e’ che la relazione con la quale Cesar Peluso, il magistrato responsabile della causa, aprira’ la sessione plenaria e’ molto dura contro Genro e Battisti. Peluso sosterra’, d´accordo con il presidente del Tribunale Mendes, che l´asilo politico e’ stato concesso per ragioni ideologiche a un imputato che non ne ha diritto, in quanto ha commesso omicidi che sono da considerarsi come comuni, e che non corre alcun pericolo di “rappresaglia” se dovesse essere riconsegnato all´Italia. Tutto il dibattito fra i magistrati ruota su due discriminanti. La prima e’ se i delitti commessi da Battisti, e per i quali e’ stato condannato a due ergastoli in Italia, siano da considerarsi di matrice politica – accettando in questo caso che nell´Italia degli anni Settanta era vigente una sospensione dello Stato di diritto – oppure se l´assassinio di un agente della Digos (Andrea Campagna, 19 aprile 1979) e una rapina (due dei casi nei quali fu protagonista Battisti) sono delitti comuni e quindi estranei alla legge brasiliana di amnistia per i delitti politici. La seconda appartiene alla sfera costituzionale, e si riferisce al riconoscimento di legalita’ del decreto di asilo politico. I magistrati favorevoli all´estradizione ritengono che il decreto del ministro della Giustizia non sia corretto e vorrebbero annullarlo. Se il Tribunale dovesse votare prima contro l´asilo e poi per l´estradizione, la decisione finale spetterebbe comunque a Lula”. (Velino)

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