Berlusconi a Obama: sì a rinforzi italiani

BERLUSCONI-OBAMAIl Premier riceve Rasmussen; Casa Bianca martedì annuncia il piano. Roma, 25 nov. – L’Italia rassicura Barack Obama “accoglie positivamente” la richiesta di un rafforzamento dell’impegno in Afghanistan. Mentre si attende che la Casa Bianca annunci martedì i dettagli sulla nuova strategia afgana (in particolar modo l’effettiva consistenza numerica dei rinforzi, circa 30mila militari) proseguono i negoziati interni alla Nato per valutare i possibili contributi degli altri Paesi membri, tra cui quello italiano. Come fa sapere in una nota Palazzo Chigi, lo stesso Barack Obama ha chiesto, in un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “il sostegno dell’Italia”. Berlusconi, conclude la nota di Palazzo Chigi, ha accolto positivamente la richiesta di Obama, che “verrà approfondita nei dettagli” in occasione dell’incontro” tra il ministro degli Esteri Franco Frattini ed il segretario di Stato Hillary Clinton, entrambi presenti al prossimo vertice dei Ministri degli Esteri della Nato in programma a Bruxelles il 3 e 4 dicembre, nel quale è prevista anche una riunione ristretta ai Paesi che partecipano alla missione Isaf. Lo stesso Berlusconi, ricevendo oggi il Segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha discusso di quanto sia possibile fare “sia sul versante civile sia su quello militare per un contributo complessivo” dei membri europei della Nato, come ha riferito ad Apcom il portavoce James Appathurai. Anche il premier britannico Gordon Brown ha effettuato negli ultimi giorni una serie di consultazioni con i dirigenti di una decina di Paesi membri, ottenendo, secondo quanto reso noto da Downing Street, una disponibilità di massima di circa 5mila effettivi, non compresi i circa 500 che Londra si prepara ad inviare. Nessun dettaglio su quali siano i Paesi coinvolti; da parte italiana si ritiene “possibile” l’invio di rinforzi in territorio afgano, 400 militari o poco più, che non saranno però gli stessi uomini dispiegati in teatro in occasione delle elezioni presidenziali: “Una cosa è certa: quelli torneranno a casa”, ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, aveva precisato oggi che i vertici militari sono in attesa delle “decisioni politiche”: “Quando arriveranno vedremo come applicarle”, aveva commentato, ricordando che in passato l’Italia “ha schierato all’estero fino a 12.500 uomini”. “Adesso sono circa 8.500. Dunque, non è un problema di uomini, è un problema di soldi e soprattutto di volontà politica di fare certe cose”, ha aggiunto. Secondo alcune indiscrezioni, oltre all’Italia saranno Gran Bretagna, Germania, Francia, Turchia e Romania ad offrire la maggior parte dei rinforzi previsti dagli alleati europei degli Stati Uniti; in Germania, il Cancelliere Angela Merkel potrebbe addirittura chiedere al Bundestag di portare il contingente dagli attuali 4.500 a 7.000 effettivi. Alla missione Isaf contribuiscono attualmente 43 diverse nazioni per un totale di 71.030 uomini. Il contingente più numeroso è quello statunitense (34.800 uomini), seguito da quelli di Regno Unito (9.000), Germania (4.365), Francia (3.095), Canada (2.830), Italia (2.795), Olanda (2.160), Polonia (1.910), Australia (1.350) e Spagna (1.000). (Apcom)

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