Afghanistan: Usa; attacco suicida devasta la nuova CIA

cia-sealUna donna tra morti; Langley para le accuse. New York, 1 gen –  (di Alessandra Baldini) Un attacco suicida colpisce al cuore la nuova Cia. Sette agenti morti tra cui una donna che era anche il capo della base. Un colpo basso alle operazioni dei droni e al morale dell’agenzia già fiaccato da accuse di inefficienza dopo il fallito attentato di Natale al volo Delta-Northwest. Il kamikaze che mercoledì si è fatto saltare in aria in Afghanistan ha avuto un effetto dirompente al di là di quel piccolo e remoto avamposto dell’intelligence Usa. La Forward Operating Base Chapman nella provincia di Khost era al centro del programma clandestino che coordina i raid dei Predator nelle aree tribali lungo il confine afghano-pakistano, hanno detto al Washington Post fonti dell’intelligence. La Cia aveva finora sempre rifiutato di ammettere un ruolo nei bombardamenti che hanno ucciso 300 persone negli ultimi 12 mesi. I droni sono fatti partire da altre basi in Afghanistan e Pakistan. La Chapman, a parecchi chilometri da Khost ma vicina alla più grande base militare americana della zona, la Forward Operating Base Salerno usata dalle truppe delle Special Operations, è vicina a un centro dell’insurrezione talebana e per questa ragione è anche un centro di reclutamento di informatori. E come potenziale informatore era stato accolto nella base il kamikaze vestito con l’uniforme dell’esercito afghano: l’uomo non era stato perquisito in barba alle regole di sicurezza, hanno riportato le tv americane. L’attentatore era stato scortato nella palestra della base per un incontro con un agente che avrebbe dovuto verificare la sua crediblità e raccogliere informazioni: si era fatto invece saltare in aria. Ai sette morti – tra loro anche due contractor della Xe, l’erede della famigerata Blackwater – saranno dedicate altrettante stelle sul Memorial Wall del quartier generale di Langley dove da ieri le bandiere sventolano a mezz’asta. Ce n’erano 90 finora, molte senza nome, a ricordare gli 007 morti in servizio. ”Gli Stati Uniti non sarebbero in grado di mantenere libertà e sicurezza senza il servizio degli uomini e dalle donne della Cia”, ha scritto ai dipendenti di Langley il presidente Barack

Tra i morti 7 agenti della CIA (foto ANSA)

Obama mentre i suoi più stretti collaboratori fanno da giorni le bucce alle omissioni dell’agenzia nel caso del volo Delta-Northwest: si cerca di capire in quale punto della cinghia di trasmissione dell’intelligence si è arenata la segnalazione che il nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab era forse partito in missione suicida. I Talebani hanno rivendicato l’attentato alla Chapman che molti veterani dell’intelligence hanno definito ”devastante”: è il peggiore per la Cia dal 1983 quando otto agenti rimasero uccisi nell’assalto contro l’ambasciata americana a Beirut. In quell’attacco condotto con un’auto imbottita di una tonnellata di esplosivo persero la vita oltre 60 persone, tra cui il capo dell’agenzia in Medioriente Robert Ames. Stavolta a far fuori sette agenti e ferirne altri sei in modo grave è bastato un giubbotto-bomba sotto l’uniforme. La morte di sette agenti è significativa per un’agenzia relativamente piccola (ci lavorano in 10 mila), ma è ancora più devastante perchè ha colpito una delle punte di diamante della nuova Cia in Afghanistan. Come centro di raccolta di intelligence e un punto di partenza di operazioni paramilitari sia in Afghanistan che in Pakistan, Chapman era un esempio della trasformazione della Cia da agenzia di spionaggio civile a organizzazione paramilitare che opera in Pakistan, in Somalia e in Yemen, oltre le linee del fronte della guerra al terrorismo, dove le forze armate Usa non sono legalmente autorizzate a operare. (ANSA)

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