Afghanistan: uccisi due soldati italiani, due feriti gravi. I video

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I soldati uccisi oggi in Afghanistan
Il sergente Massimiliano Ramadù (foto, a sinistra)  e il caporalmaggiore Luigi Pascazio

 Esplode una bomba, morti il sergente Massimiliano Ramadù e il caporale Luigi Pascazio.Tra militari feriti anche una donna. Roma, 17 mag.  – Nuova giornata di lutto per i militari italiani in Afghanistan. Due soldati sono morti e altri due sono rimasti feriti in modo grave – anche se non sarebbero in pericolo di vita – nell’esplosione di un ordigno che ha colpito un blindato Lince che faceva parte di un convoglio in movimento verso il nord del paese. I soldati uccisi dall’esplosione sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari. Tra i due feriti figura anche una donna, Cristina Buonacucina di Foligno in provincia di Perugia. Una piccola folla di amici e parenti si è radunata in via Raia, a Casteldaccia (Pa), dove abita la famiglia di Gianfranco Scirè l’altro militare ferito. Il padre di Scirè e’ ragioniere in una ditta mentre la madre è dipendente delle poste. Ufficiali dell’esercito sono nell’abitazione per parlare con i familiari del ferito. Con le due vittime di oggi sale a 24 il numero degli italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione, nel 2004. Secondo quanto si è appreso finora, i quattro militari italiani si trovavano a bordo di un veicolo blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, verso nord. Dalle prime ricostruzioni risulta che il veicolo colpito occupava la quarta posizione lungo il convoglio che era in movimento e si trovava a 25 chilometri a sud di Bala Murghab. Allo stato attuale i soldati italiani dispiegati nella regione ovest del paese asiatico, sono circa 2.800. Il contingente nazionale di stanza a Herat è dal 20 aprile 2010 al comando del generale di Brigata Claudio Berto, comandante della brigata alpina “Taurinense”. I due militari rimasti uccisi risiedevano a Torino, dove sono domiciliati anche i due militari rimasti feriti ed attualmente ricoverati all’ospedale di Herat.

Il sergente Massimiliano Ramadù, era nato a Velletri (Roma) l’8 febbraio 1977. In servizio dal 15 dicembre 1998. Lascia la moglie Annamaria Pittelli, 31 anni. Si erano sposati a luglio dello scorso anno, vivevano a Torino, in un palazzo di fronte alla caserma del suo reggimento, il 32° Genio Guastatori. Pochi mesi dopo le nozze aveva saputo di essere stato assegnato alla missione in Afghanistan. A marzo era sceso a Cisterna di Latina, dove vive la sua famiglia, per salutare i parenti e portare lì la moglie.

Il caporalmaggiore Luigi Pascazio, nato a Grumo Appula (Bari) il 23 novembre 1985, non era sposato. Nel 2006 aveva vinto il concorso da volontario in ferma prefissata di quattro anni (Vfp4), al termine del quale era passato in servizio permanente effettivo. Prima di partire per l’Afghanistan, aveva partecipato in Italia a tre missioni, per due volte nell’operazione ‘Domino’ e una volta in un’operazione di sicurezza in pattuglie miste nelle città.

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Sono 22 i soldati italiani che hanno perso la vita in Afghanistan in conseguenza di incidenti o attentati compresi il tenente colonnello Carlo Liguori, morto per infarto il 2 luglio 2007 ad Herat, e il caporal maggiore Alessandro Caroppo, deceduto per un malore a Herat il 21 settembre 2008. L’ultimo attacco contro il nostro contingente, dove hanno perso la vita due militari del contingente Isaf impegnato in Afghanistan, risale a questa mattina nella zona di Herat, nel nord-est del Paese.Prima di oggi, il 3 ottobre 2004 alla periferia di Kabul muore il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni. Esce di strada il mezzo sul quale viaggiava insieme ad altri quattro compagni che sono rimasti feriti. Il 3 febbraio 2005 muore il capitano di fregata Bruno Vianini, che faceva parte del Comando interforze operazioni forze speciali in servizio al Team di ricostruzione provinciale di Herat. Vianini si trovava su un aereo civile in compagnia di altri due civili italiani in volo da Herat a Kabul, precipitato in una zona di montagna a 60 chilometri a sud-est della capitale.L’11 ottobre 2005 il caporal maggiore Michele Sanfilippo, 34 anni, viene trovato morto nella camerata del battaglione Genio a Kabul, colpito alla testa da un proiettile sparato accidentalmente da un suo commilitone. ico_commenti Commenta

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I feriti non sono in pericolo di vita


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