Afghanistan, trecento mujaheddin attaccano basi USA. Uccisi otto militari.

talebaniRoma, 05 ott – “Otto soldati americani e tre afghani morti, decine di feriti e il capo della polizia locale catturato: e’ il risultato di una delle piu’ cruente battaglie dall’inizio della guerra in Afghanistan – scrive LA STAMPA -. È iniziata nella notte di sabato, quando almeno trecento mujaheddin hanno dato l’assalto a due postazioni Usa nel distretto Kamdesh del Nuristan, nel Nord-Est, a ridosso del confine pakistano. Subito dopo il tramonto i taleban sono usciti da una moschea vicina e hanno rovesciato sulle due piccole basi Usa un diluvio di razzi e proiettili, ripetendo la tattica usata nel luglio 2008 in un’area poco distanze, quando a cadere furono nove soldati americani. Il Nuristan e’ una roccaforte dei mujaheddin islamici dai tempi della guerriglia antisovietica: e’ una delle poche regioni dell’Asia del Sud dove si pratica il wahabismo – versione particolarmente rigida dell’Islam -, molti dei volontari arabi di Al Qaeda vi si sono insediati, sposandosi, e le comunicazioni sono inesistenti, non funzionano i cellulari ne’ vi sono linee telefoniche terrestri. Sorpresi dal massiccio attacco, gli americani hanno chiesto l’intervento dell’aviazione e solo al mattino di ieri i taleban si sono ritirati, lasciandosi dietro ‘perdite molto pesanti’, secondo la ricostruzione del comandante Usa dell’area, colonnello Randy George. Il blitz e’ comunque riuscito a sorprendere le forze Usa per la seconda volta in poco piu’ di un anno con una tattica identica – che richiama alla memoria gli assalti dei pellerossa contro i fortini delle giubbe blu nel Far West – alla quale il generale David

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Guerriglieri mujaheddin

Petraeus, comandante delle truppe in Medio Oriente, ha risposto ordinando di eliminare le postazioni isolate in aree ad alto rischio. Anche quella aggredita sabato era previsto da tempo che fosse smantellata. Il pesante bilancio della giornata, aggravato da altri due soldati Usa uccisi in diverse localita’, coincide con il dibattito in corso nell’Amministrazione Obama sulla richiesta di ingenti rinforzi di truppe, presentata dal generale Stanley McChrystal. Il presidente e’ al centro di un braccio di ferro che oppone il Segretario di Stato Hillary Clinton, favorevole a dare a McChrystal tutti i 30-40 mila uomini che chiede, e il vicepresidente Joe Biden, che vorrebbe affidare il grosso delle operazioni anti-terrorismo alle truppe speciali e ai droni della Cia. Anche il Congresso appare diviso: i repubblicani, a cominciare da John McCain, sostengono Hillary e McChrystal, mentre molti leader democratici, come Carl Levin capo della commissione Forze Armate al Senato, sono con Biden. ‘Alla fine il presidente avra’ di fronte piu’ opzioni e sara’ solo lui a decidere’, ha detto il generale Jim Jones, consigliere per la sicurezza, intervenendo ai talk show domenicali. Jones ha pero’ sottolineato che il contingente afghano e’ ‘al momento robusto’ e che ‘la soluzione passa anche per l’aumento delle forze afghane’, lasciando intendere che Obama potrebbe non accogliere del tutto il suggerimento di McChrystal. Da qui la domanda che piu’ si rincorre a Washington: ‘Che fara’ McChrystal se Obama rifiutera’ i rinforzi?’. Jones esclude l’ipotesi di clamorose dimissioni: ‘McChrystal restera’ a lungo'”. (Velino)

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