Afghanistan: termina l’offensiva. Marjah sotto il controllo alleato

afghanistan_militareRoma, 15 FEB – “Quasi la totalità delle aree di Marjah e di Nad Ali sono sotto il controllo della coalizione”. E’ quanto ha riferito all’AFP il comandante delle forze armate del governo Karzai, Aminullah Patiani, commentando l’offensiva congiunta avviata venerdì notte contro le roccaforti talebane della regione di Helmand da forze americane, britanniche e afgane coadiuvate da canadesi, danesi ed estoni. L’operazione Moshtaraq, cui hanno partecipato 15 mila soldati, è considerato un vero e proprio test per la strategia del surge decisa dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per dare una svolta al conflitto afgano. L’ottimismo manifestato dal generale Patiani non deve comunque far pensare che tutto proceda per il meglio: la Bbc riporta che gli ordigni nascosti dai talebani nelle strade sono “in numero superiore rispetto a quanto previsto” e stanno rallentando le operazioni della coalizione. Un portavoce dei marines Usa ha poi riferito che nel distretto di Nad Ali, dove si trova Marjah, si registra ancora “dura resistenza” da parte di gruppi di talebani. Dal sud giunge inoltre la notizia della morte di tre militari britannici, che tuttavia non sarebbero rimasti uccisi nell’ambito dell’operazione Moshtaraq. Ha poi provocato polemiche l’uccisione di dodici civili afgani, avvenuta domenica, a causa di un razzo atterrato a 300 metri dal bersaglio. Il generale americano Stanley McChrystal, comandante della missione Isaf, si è scusato con il governo afgano rammaricandosi in una nota “per la perdita di vite innocenti”. L’episodio, che costituisce il titolo d’apertura della Cnn, assume particolare rilevanza perchè le forze della coalizione hanno messo in primo piano l’attenzione nell’evitare vittime civili durante l’offensiva per guadagnarsi la fiducia della popolazione e non prestare il fianco alla propaganda dei talebani. Proprio in seguito alla morte dei dodici civili, è stato deciso di congelare l’utilizzo del sistema lanciarazzi mobile Himars. E sebbene per oggi sia stata preannunciata la chiusura ufficiale dell’operazione Moshtaraq, si prevede che l’area possa rimanere soggetta a combattimenti per settimane. Secondo quanto riferito alla Bbc dal comandante dei marines, Larry Nicholson, per rendere l’area sicura potrebbe essere necessario “fino a un mese”. L’operazione nella regione di Helmand è stata stabilita per due ragioni fondamentali: assestare un colpo decisivo all’economia degli insorti, che a Marjah (dove era stato instaurato un “governo ombra”) gestiscono il traffico dell’oppio; e rendere più sicura la città di Kandahar, sotto il controllo della coalizione ma sempre a rischio di insurrezioni. Secondo le cifre rilasciate da Isaf, i combattenti talebani uccisi sarebbero solo 27 ma gran parte dei loro compagni si sarebbero dati alla fuga. Non a caso, secondo i militari, ancora più difficile dell’operazione Moshtaraq sarà mantenere le posizioni. I talebani hanno annunciato di aver ucciso 192 soldati della coalizione ma è ancora difficile valutare il grado di veridicità di questa cifra. Anche gli stessi talebani hanno comunque ammesso che il distretto sarebbe ormai in mano alle forze internazionali. (Velino)

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