Afghanistan: tensioni fra casa bianca e pentagono su velocità invio rinforzi

pentagono298NYT, problemi con la logistica frenano il dispiegamento dei 30mila militari USA. Washington, 9 gen. – La Casa Bianca non nasconde la sua frustrazione per la lentezza con cui il Pentagono procede al “surge” delle forze in Afghanistan, elemento cruciale, la velocità del dispiegamento, della strategia annunciata dal Presidente Barack Obama lo scorso dicembre. Probabilmente, anticipa il New York Times, non sarà possibile rispettare l’impegno di inviare in Afghanistan i 30mila militari americani in più entro la prossima estate, un termine già slittato rispetto al mese di maggio di cui aveva parlato Obama annunciando il cambio di rotta della sua politica in Afghanistan. Fonti dell’entourage del Presidente Obama descrivono un clima di crescente tensione, in particolare fra il segretario per la sicurezza nazionale, James Jones, il vice presidente, Joe Biden, il capo di gabinetto, Rahm Emanuel, da una parte, e i comandanti militari, primo fra tutti il generale Stanley McChrystal, dall’altra. Era proprio la velocità del dispiegamento dei rinforzi l’elemento cruciale di quella che i media americani hanno definito la strategia della “curva a campana”, la curva che descrive l’andamento della presenza militare americana in Afghanistan, in riferimento a quando Obama, guardando il grafico, avesse osservato di come fosse necessario lasciare la curva così come era, ma di spostarla a sinistra, ovvero accelerare l’aumento delle forze così come anche il loro rientro in patria. ”Gates (il segretario della difesa, ndr) e Mullen (il capo degli stati maggiori riuniti, ndr) avevano dichiarato in modo chiaro che questo obiettivo (quello di completare il “surge”, ndr) sarebbe stato raggiunto entro la fine dell’estate”, ha denunciato una autorevole fonte della Casa Bianca. A microfoni aperti invece il capo gabinetto della sicurezza nazionale, Denis McDonough, esclude tensioni con il dipartimento della Difesa e assicura ”tutta la fiducia ai nostri colleghi militari”. Il mese scorso, il generale David Rodriguez, il vice comandante delle forze Usa e Nato in Afghanistan, aveva ammesso le difficoltà anche solo a mantenere l’impegno per l’autunno, citando il maltempo e la capacità limitata all’invio dei rifornimenti. ”Ci sono molti rischi in questa situazione, ma cercheremo di risolverli il più velocemente possibile”, aveva dichiarato. Lo stesso Mullen aveva citato la necessità di considerare ”un piano B perchè -aveva ammesso- le cose non sempre funzionano”. (Adnkronos)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.