Afghanistan, Rasmussen: i Paesi europei devono fare di più

RasmussenUna buona governance a Kabul è indispensabile per il sostegno internazionale. Roma, 27 ott. (Apcom) – I Paesi europei devono fare di più in Afghanistan, che deve rimanere “una missione alleata e non solamente statunitense : lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, intervistato dal quotidiano francese Le Figaro. “Occorre intensificare i nostri sforzi sia nel settore della ricostruzione civile che in quello militare, tenendo conto che non esiste una soluzione puramente militare: l’obbiettivo deve essere trasferire gradatamente agli afgani la responsabilità della sicurezza e dello sviluppo”, spiega Rasmussen che sottolinea la necessità, specie per gli alleati europei, di fornire addestratori e risorse. Quanto al prossimo governo afgano, dovrà essere “credibile, che abbia la fiducia del popolo afgano e lotti contro la corruzione”: “La comunità internazionale dovrà stabilire un contratto di buona governance con le autorità afgane, sottolineando chiaramente come si tratti di una condizione indispensabile per il sostegno internazionale”. Rasmussen ha ribadito la necessità di spiegare all’opinione pubblica l’importanza della missione in Afghanistan, che non deve diventare di nuovo un rifugio per il terrorismo internazionale, “per non parlare del rischio di destabilizzazione del Pakistan, una potenza nucleare”. Il Segretario generale aggiunge poi che esiste un interesse della Russia per coordinare la strategia in Afghanistan: “Abbiamo interessi comuni, i russi sanno oper esperienza che se il terrorismo riprendesse piede in Afghanistan potrebbe facilmente propagarsi nel loro Paese”; Mosca potrebbe ad esempio contribuire all’addestramento delle truppe afgane. La priorità tuttavia rimane il convincere Mosca che “La Nato non è un nemico”: “La nostra politica della ‘porta aperta’ è anche nel loro interesse perché contribuisce alla stabilità, alla sicurezza, allo sviluppo economico e sociale dei loro vicini occidentali: se oggi la Russia è minacciata non è certo dall’Occidente, ma dal sud”.

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