Afghanistan, pressing di Obama sugli alleati

Controllo-del-territorioRoma, 26 nov. – La richiesta ufficiale sara’ martedi’ prossimo dall’Accademia militare di West Point, ma l’intenzione e’ nota e i numeri gia’ in circolazione. Gli Stati Uniti stanno cercando di convincere gli alleati della Nato a inviare altri 10.000 soldati in Afghanistan, scrive oggi il “New York Times”, secondo cui e’ di questa entita’ il contributo che Barack Obama vorrebbe aggiungere ai rinforzi statunitensi. Un pressing a cui pero’ gli alleati chiamati in causa, tra questi anche l’Italia, starebbero resistendo, stretti tra le singole disponibilita’ e le polemiche interne. Per il quotidiano americano i membri della Nato e gli altri Paesi alleati non sarebbero di fatto disponibili a spingersi oltre i 5.000 militari, ripescati tra l’altro tra quelli gia’ inviati come rinforzi per le recenti elezioni. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, non ha fatto cifre: “Non ci sono ancora numeri” ha detto spiegando che comunque dell’argomento parlera’ con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine della riunione ministeriale della Nato a Bruxelles del 3 e 4 dicembre. “Siamo comunque pronti – ha aggiunto – a dare il nostro contributo” magari anche riducendo le truppe in altre missioni, come quella del Libano, “ma non solo”. Al di la dei numeri l’Italia dovra’ fronteggiare le polemiche sul fronte interno, ad esempio quelle scatenate dalla lega che qualche giorno fa aveva chiesto il ritiro delle truppe: “La strategia dell’Italia per l’Afghanistan sara’ condivisa da tutti i ministri” ha detto fiducioso il titolare della Farnesina che portera’ la questione anche in Parlamento. “La nostra sara’ una linea “che alla fine tutto il governo condividera’ perche’ si tratta dell’immagine della credibilita’ internazionale del nostro Paese”. Intanto sono gia’ iniziati i primi contatti tra Frattini e la Clinton sul contributo dell’Italia. I due si sono sentiti per telefono e hanno iniziato ad affrontare i vari aspetti del contributo italiano. Per Obama il contributo alleato sarebbe un grande aiuto a rispondere alle critiche sul suo fronte interno da parte di chi pensa che il costo pagato dagli Usa nella guerra in Afghanistan abbia gia’ colmato la misura. Sempre che riesca a vincere le resistenze degli alleati: se Berlusconi ha espresso disponibilita’ all’invio di piu’ truppe, altri non sembrano cosi’ convinti. La Francia non ne vuol sapere di superare il numero di 3.750 soldati che ha gia’ sul terreno. La Gran Bretagna ha promesso altre 500 unita’, ma il governo di Gordon Brown si trova a fronteggiare un’opinione pubblica sempre piu’ convinta che si debba anticipare il ritiro. La riunione della Nato della prossima settimana chiarira’ molti dubbi. Bisognera’ vedere se riuscira’ anche a vincere le resistenze. (AGI)

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