Afghanistan: massima allerta per i militari italiani per le imminenti elezioni

herat1Herat, 16 set – Massima allerta per i militari italiani, impegnati in Afghanistan nella missione Isaf, in vista delle elezioni per il rinnovo della Camera Bassa che si terranno sabato 18 in tutto il Paese. Elezioni che hanno fatto registrare minacce e intimidazioni da parte degli insorti. Nella provincia di Herat, dove opera il contingente italiano, non ci sono stati però particolari atti ostili nè segnali di possibili minacce immediate anche se, naturalmente, tutte le forze in campo sono nella fase di massima allerta.

A Herat operano 7.300 militari di 12 nazioni e fra questi 3.500 sono italiani, la metà alpini e il 5% donne. In questo momento la missione è guidata dalla Brigata Alpina Taurinense che è comandata dal generale Claudio Berto. I militari italiani oltre che a Herat sono posizionati a Shindand, a Bala Murghab, a Farah e Baqwa. Per garantire lo svolgimento regolare delle elezioni tutte le forze militari sono in allerta anche se la responsabilità della sicurezza è affidata alla polizia afghana e all’esercito nazionale. Le forze dell’Isaf si tengono pronte ad intervenire in caso di necessità ed hanno dislocato nei punti nevralgici della provincia di Herat 12 elicotteri. Anche se non si parla di minacce specifiche solo due giorni fa una bomba a mano è stata lanciata a Herat contro gli spettatori di un concerto rock; proprio le forze italiane hanno catturato la notte scorsa uno degli insorti che preparava chiaramente degli attentati dinamitardi.

Alle elezioni afgane per il rinnovo della Camera Bassa sono candidati in tutto il Paese 2.516 persone di cui 402 donne e 52 nomadi della tribù Kuchi. Si stima che al voto parteciperanno circa 12 milioni di persone su un totale di quasi 30 milioni. Gli eletti saranno 239 nelle 34 province mentre 10 saranno eletti tra le tribù nomadi. 69 seggi sono garantiti a parlamentari di sesso femminile. Nella zona di Farah i seggi sono 956: dovevano essere circa 1.087 ma 131 non saranno aperti perchè non si potrà garantire la sicurezza. L’esercito afghano schiera oltre 1.200 militari mentre quelli della polizia afghana sono almeno il doppio. La Brigata Taurinense, impegnata della provincia di Herat da aprile di quest’anno, lascerà l’Afghanistan a metà ottobre quando subentrerà un’altra brigata alpina, la Julia. (AGI)

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