Afghanistan: i militari italiani consegnano Herat alla polizia locale

afghanistan4Roma, 22 lug – (di Massimo Nesticò) Il controllo di Herat, città sede del quartier generale italiano in Afghanistan, passa nelle mani delle forze di sicurezza afghane. E’ uno dei primi tasselli del processo di transizione che si concluderà nel 2014, quando i militari di Isaf lasceranno nelle mani degli uomini di Karzai il controllo dell’intero Paese. Alla cerimonia di passaggio di consegne di Herat hanno partecipato numerosi ministri ed autorità afghane e, per l’Italia, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani ed il comandante della Regione Ovest di Isaf, generale Carmine Masiello.

La transizione è iniziata ufficialmente domenica scorsa, con la cerimonia di consegna della provincia di Bamiyan, nel centro del Paese. Si è trattato del primo di sette territori (tre province e quattro municipalità, tra cui appunto Herat) individuati dal presidente Karzai come relativamente sicuri. L’avvio del processo non significa naturalmente che la situazione in Afghanistan sia tranquilla. Anzi, nelle ultime settimane sono stati diversi gli attacchi degli insorti contro le forze Nato. Mentre l’Afghan national police (Anp) e l’Afghan national army (Ana) appaiono ancora lontani da standard di capacità adeguati. Tanti i problemi delle truppe: gli equipaggiamenti, l’analfabetismo, la corruzione, le diserzioni. Ma la “macchina” che dovrà mettere definitivamente l’Afganistan nelle mani degli afghani si è messa in moto. E sempre oggi, il nuovo comandante di Isaf, generale John R. Allen, ha esaminato con il presidente afghano Karzai, lo stato del programma di trasferimento della sicurezza. ”Ci aspettano giorni duri”, ha detto il generale americano. Herat è stata una delle prime tappa. La città è sicura solo se si considerano gli standard afghani. Risale infatti appena al 30 maggio scorso un assalto in piena regola di un gruppo di “insurgents” alla sede del Team di ricostruzione provinciale nel cuore del centro: cinque militari italiani sono rimasti feriti.

Situazione poi decisamente critica nella provincia di Farah, sempre sotto il comando italiano. Nel solo mese di luglio due soldati del contingente nazionale sono stati uccisi nel distretto di Bakwa: il 2 il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, il 14 il primo caporal maggiore Roberto Marchini. Ed il conto dei morti con il tricolore sulla divisa, dall’inizio della missione, nel 2004, è salito a 40. Nonostante la cessione del controllo di Herat, i 4.200 italiani continueranno a presidiare la regione Ovest, con tutti i rischi del caso, come ha sottolineato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che oggi ha visitato due feriti ricoverati al Celio. ”Non viene meno il pericolo in Afghanistan – ha avvertito – perchè maggiore è l’azione del contingente italiano per acquisire il controllo dei territori, maggiore è la volontà di cercare di impedirlo da parte dei terroristi. L’ azione di contrasto fatta dai terroristi però – ha rilevato – non è tanto di tipo militare, ma mira ad un effetto psicologico per indurre i Paesi che partecipano alle missioni ad avere dubbi e cercare di fare interrompere il lavoro andato avanti fino ad ora. I risultati positivi sono vistosi ed evidenti: prevediamo per 2014 di restituire al legittimo proprietario, ovvero al governo afgano il controllo di tutto il territorio”.(ANSA)

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