Afghanistan: gen. Tricarico, La Russa dovrebbe prima verificare

tricaricoRoma, 7 gen – Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, «prima di sfogarsi con i giornali avrebbe dovuto – come in ogni evento che vede un militare perdere la vita in servizio – approfondire e verificare le circostanze nel modo più completo possibile nelle circostanze reali». Lo afferma il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica a proposito di quanto dichiarato dal ministro La Russa sul ritardo di informazione da parte dei militari sull’uccisione di Matteo Miotto.

«Ricordo che un autentico “falco” come il segretario alla Difesa americano Don Rumsfeld – sottolinea Tricarico – non ha mai avuto bisogno di tecnologie sofisticate per tenersi aggiornato sulla situazione complessiva e specifica sul campo. Forse perchè non era distratto dalla politica di partito, divorava faldoni interi di rapporti e documenti sull’Afghanistan anche sull’aereo che lo portava o riportava dal teatro di guerra. I rapporti era talmente tanti che gli venivano portati sul carrello portavivande e la sua attenzione era tale che coglieva e metabolizzava fino all’ultimo dettaglio della presenza Usa in quel difficile territorio».

«Anche in Italia, dove non esiste una tradizione di familiarità politica con le questioni militari, tanti ministri in passato si sono rimboccati le maniche per entrare nel merito delle questioni, compreso l’impiego reale in teatri ostili», continua l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. Che conclude: «Se La Russa pensa davvero che i militari gli nascondano le informazioni o indorino la pillola, non oso pensare cosa potrebbe accadere in caso di allarme per un “renegade”, un aereo in mano a terroristi diretto verso un obiettivo sensibile. In quei casi è necessaria una perfetta sintonia politico-militare, i tempi decisionali sono nell’ordine dei secondi e il ministro o il suo delegato devono decidere se abbattere un aereo carico di passeggeri innocenti. Non vorrei che la discussione venisse presa con uno scambio di sms, il mezzo meno sicuro e più vulnerabile per trattare argomenti politici e di sicurezza della massima delicatezza». (ANSA)

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