Afghanistan: Gen. Petraeus loda l’impegno dei militari italiani e chiede più addestratori

Petraeus-LaRussaLa Russa: ne manderemo 100-150. Roma, 21 set – I militari italiani impegnati in Afghanistan sono esempio di ”sacrificio e impegno”. Lo dice in un’intervista alla Stampa il generale David Petraeus, comandante delle forze internazionali in Afghanistan, auspicando il consolidamento dei successi ottenuti contro i taleban a Bala Mourghab e a Shindand, ”un meraviglioso lavoro”, e indicando a modello da imitare il Provincial Reconstruction Team (Prt) di Herat. Sulla presenza italiana nel Paese, Petraeus spiega che ”quanti uomini mandare è una decisione che deve prendere ogni singolo Paese”, tuttavia ci sarebbe bisogno ”di più addestratori” e sottolinea che ”è stata avanzata la richiesta di ottenerne complessivamente 1400, 1500 in più. Nel giro di un anno”. Nessuna ipotesi invece di spostamento dei militari italiani in altre zone afghane: ”Potremo cambiare qualche geometria sul terreno, ma all’interno della stessa area di responsabilitù”. Parlando del voto di sabato scorso per la camera bassa del parlamento di Kabul, il generale afferma di essere stato colpito dalle forze afghane: ”La polizia, l’esercito, con l’Isaf a supporto, hanno fatto un lavoro notevole. Sono stati tutti coraggiosi di fronte alle azioni dei taleban che non sono stati in grado di rovinare le elezioni, sebbene si siano impegnati al massimo”. Anche la la Commissione elettorale ”ha fatto un gran lavoro. Di sicuro migliore di quello fatto lo scorso anno, per le presidenziali”. Niente pronostici sulla scadenza della fine della missione: ”La cosa più importante sarà quella di poter fare un lavoro che porti a ridurre gradualmente la nostra presenza militare, con una transizione verso forze e ufficiali locali. Ma dobbiamo farlo in una maniera che sia sostenibile anche per loro, per i nostri partner afghani”.

La Russa, rispondendo all’appello del generale Petraeus ha dichiarato che l’Italia invierà presto in Afghanistan tra i 100 e i 150 militari in più rispetto alle attuali presenze per addestrare i poliziotti e i soldati afghani . Lo ha annunciato intervenendo alla trasmissione “Radio anch’io” sottolineando però che la decisione ”non è ancora definitiva”. Nell’incontro con il segretario della Nato Rassmussen, ha detto il ministro, quest’ultimo ha chiesto all’Italia ”un piccolo incremento non di militari in fase operativa ma di istruttori”. ”Il presidente Berlusconi ha aperto a questa possibilità ed io sto lavorando – ha aggiunto – per far si che ove si decida di inviare 100-150 istruttori, si riesca a farlo senza che questo incida di più sul budget già stanziato”. ”Credo che un incremento di questo tipo – ha sottolineato ancora il ministro – sia utile perchè ci consente di raggiungere prima l’obbiettivo che ci siamo prefissati e dunque di sganciarci” dal Paese. Quanto alla situazione in Afghanistan e alle continue violenze, La Russa ha affermato che ciò dipende dalla maggior presenza sul territorio dei militari del contingente internazionale. ”Non c’è più una ronda, ma un vero e proprio controllo del territorio e questo – ha concluso – ha fatto si che zone ritenute piuttosto tranquille, come la provincia ovest dove operano gli italiani, siano diventate zone di pericolo”. (Ansa)

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