Afghanistan: Alpini, Carabinieri, Freccia e Dardo; ecco i rinforzi

frecciaLa Russa: tutto l’ovest a comando italiano. Roma, 4 dic – Non solo mille soldati in più entro l’estate, ma anche più mezzi, come i nuovissimi Freccia, i cingolati Dardo, altri velivoli senza pilota e i blindati Lince con le torrette blindate o “remotizzate”. L’Italia si accinge a mettere in campo in Afghanistan un contingente “pesante” – saranno ”circa 4.000” i militari schierati, come ha confermato lo stesso ministro Frattini – con un duplice obiettivo: garantire un maggior controllo del territorio nell’ovest e intensificare l’addestramento delle forze di sicurezza locali, che entro il 2013 dovranno essere in grado di ”fare da se”. Per quanto riguarda il primo punto, e cioè il controllo di un’area vasta come tutta l’Italia settentrionale, sarà fondamentale l’apporto aereo. Già oggi, l’italian joint air task force comandata da un colonnello dell’Aeronautica, costituisce – insieme agli assetti aerei dell’Esercito – un dispositivo imponente: quattro velivoli senza pilota Predator, quattro caccia Amx (con compiti di ricognizione, ma possono sparare con i cannoni di bordo se necessario), tre aerei da trasporto C27 e numerosi elicotteri, tra cui diversi Mangusta d’attacco. Ma il nuovo “pacchetto” afghanistan-italianiper l’Afghanistan, secondo quanto si è appreso, potrebbe prevedere altri elicotteri da trasporto ed altri Uav, aerei a pilotaggio remoto. Nell’ovest l’Italia schiererà un quarto “battle group” che, secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, dovrebbe essere composto da tre compagnie di fanteria meccanizzate: si parla di bersaglieri della brigata Garibaldi (già presenti nel distretto meridionale di Shindand) e di fanti della brigata Pinerolo di Bari, il primo reparto dell’Esercito dotato dei nuovissimi Freccia, sofisticati mezzi ruotati blindati per il trasporto truppa ad ”altissimo livello di protezione”. Il battle group dovrebbe essere destinato alla provincia di Farah, la più meridionale e calda della regione di Herat, che oggi è tutta a comando italiano, tranne alcuni distretti ad alta densità talebana – Delaram, Bakwa e Gulistan – dove sono presenti solo soldati americani ed inglesi. Si tratterebbe di quelle aree ”marginali” della regione ovest che il ministro La Russa ritiene ”debba restare tutta affidata al comando italiano”. Per il resto, ha detto oggi La Russa, ”le regole di ingaggio non cambieranno” e resta il 2013 ”la data ultima indicata dal presidente Usa Obama per il possibile rientro dei soldati o comunque per l’avvio del rientro”. Sul versante dell’addestramento, l’impegno sarà su due fronti. Da un lato verranno incrementi i cosiddetti Omlt, team di istruttori che affiancano le forze di sicurezza afgane in tutte le loro attività, anche in battaglia; dall’altro, sarà aumentato carabinieri-afghanistanil numero di carabinieri che già svolgono compiti di formazione nell’ambito di una missione della Nato: alla fine saranno circa 200. Tutto ciò avverrà in modo graduale nel corso del 2010, di pari passo con l’alleggerimento dei contingenti in Libano e Kosovo. Alla brigata Sassari – che insieme ad un battaglione della Garibaldi costituisce oggi il nocciolo duro del contingente italiano, forte di circa 2.700 uomini – subentrerà tra marzo ed aprile la brigata alpina Taurinense. Contestualmente, o subito dopo, dovrebbero arrivare anche gli alpini della Julia. Due brigate in campo che allargano il comando italiano a livello di divisione. Il generale Giuseppe Valotto, capo di Stato maggiore dell’Esercito, ha sottolineato oggi la necessità di ”un impegno forte da parte dell’Occidente. E l’impegno maggiore – ha detto – significa mandare altri uomini. Ci stiamo organizzando per i rinforzi sulla base delle indicazioni ricevute”. La situazione sul terreno, intanto, continua ad essere tesa. Nell’area dell’aeroporto di Herat, dove si trova anche il quartier generale italiano, la notte scorsa sono stati tirati alcuni razzi. Nessun ferito, nè danni particolari, anche se qualcuno ha notato la “coincidenza” tra l’episodio e l’annunciato invio dei mille uomini di rinforzo. (ANSA)

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