Afghanistan, Accame: migliorare la protezione e il controllo sulla qualità dei mezzi

falco-accame2Il Parlamento verifichi la rispondenza dei mezzi acquisitati dalle Forze Armate. Roma, 18 mag – “La perdita di altri due militari e il ferimento di altri due ripropone ancora una volta il problema della sicurezza dei mezzi di trasporto per militari e dell’insufficiente blindatura dei fondali dei mezzi stessi che non resistono neppure allo scoppio di ordigni artigianali. Si pone nuovamente il problema di chi controlla alla rispondenza dei mezzi militari alle esigenze di protezione del personale.
In passato analoghe situazioni si sono già verificate in Iraq con numerosi gravi incidenti. La insicurezza dei mezzi di trasporto è già ben nota dal tempo dell’impiego degli “M113” e poi dei cosiddetti ‘scarafoni’.” Lo afferma Falco Accame, ex presidente della Commissione Difesa della Camera ed attuale presidente dell’associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle Forze Armate e famiglie dei Caduti (A.N.A.V.A.F.A.F.)

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Il blindato “Freccia”

“Avrebbero potuto già da tempo essere stati inviati in Afghanistan i mezzi tipo ‘Freccia’  – continua Accame – più pesanti e un poco meglio blindati nel fondale. Ma il problema come accennato, non è solo contingente,  ma è un problema permanente. Occorre che il Parlamento sia in grado, in modo autonomo dall’ambito militare, di verificare la rispondenza dei mezzi acquisitati dalle Forze Armate alle esigenze di impiego e in particolare di sicurezza.”
“Il problema della rispondenza dei mezzi alle esigenze fu tempo fa affrontato dal Parlamento con la nomina della ‘Commissione Ariosto’ (dal nome del deputato Egidio Ariosto che ne fu il presidente). La Commissione rilevò una serie di gravi carenze, ma la Commissione ebbe vita solo un anno. Fu poi fatta chiudere per motivi che sono intuibili. La Commissione venne istituita con la L. 865 del 18 dicembre 1980”.
“Ma ora è chiaro – conclude Accame – che tale Commissione debba essere ricostituita. Qualche provvedimento tampone non deve essere preso solo sull’onda di qualche grave incidente (che si sarebbe potuto evitare). Quanto sopra ribadisce il fatto che per gli approvvigionamenti militari occorre il massimo controllo pubblico.  E una recente proposta di privatizzazione degli approvvigionamenti va contro questa esigenza”. ico_commenti Commenta

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