Afghanistan: 400 soldati ISAF morti nel 2010. In tutto il 2009 le vittime furono 521

afghanistan-soldati-natoKabul, 27 lug – (di Maurizio Salvi) Un soldato britannico, a quanto pare ucciso da “fuoco amico” nel sud dell’Afghanistan per ammissione oggi dello stesso ministero della Difesa di Londra, è la vittima militare straniera numero 400 di un conflitto che presto compirà nove anni. Questo nuovo decesso contribuisce per la sua dinamica – un proiettile fumogeno esploso troppo presto nella provincia meridionale di Helmand – a ravvivare le polemiche per l’andamento dell’offensiva cominciata con l’Operazione Enduring Freedom e che, documenti di Wikileaks alla mano, sarebbe segnata da incidenti ed errori di ogni tipo. E se le polemiche sulla persistenza di un gran numero di vittime civili e militari sono fondate, l’avvicendamento ai vertici della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) fra i generali Stanley McChrystal e David Petraeus ha solo in parte in parte contribuito a mitigarle. Per quanto riguarda in particolare la dura contabilità dei soldati stranieri che hanno perso la vita, la simbolica quota 400 raggiunta dopo meno di sette mesi del 2010 lascia pensare che il bilancio record del 2009 (521 morti) sarà raggiunto e agevolmente superato. E se giugno con 102 vittime era stato il mese in assoluto più cruento da quando è cominciato il conflitto, il mese in corso con 78 decessi è già diventato il luglio più cruento dal 2001. E gli analisti sono propensi a pensare che Petraeus, per non accentuare questa tendenza di sangue, abbia deciso di rallentare i preparativi dell’offensiva in Kandahar. In materia invece di vittime civili, il massacro di 52 persone, fra cui donne e bambini, in un rifugio del distretto di Sangin in Helmand è emblematico delle tensioni esistenti in Afghanistan perchè il presidente Hamid Karzai, dopo una riunione del governo ne ha attribuito senza mezzi termini la responsabilità all’Isaf che però l’ha per ora respinta. La vicenda è cosi’ grave che oggi il capo della Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama), Staffan de Mistura, ha sottolineato la necessità che l’inchiesta congiunta Isaf-governo afghano su quanto è avvenuto nel villaggio di Regi il 23 luglio ”sia trasparente” e termini al più presto possibile con la pubblicazione dei suoi risultati. In un gesto che appare difensivo e di attacco, l’ufficio stampa dell’Isaf ha moltiplicato i comunicati per sottolineare le violazioni delle piu’ elementari regole di rispetto per la vita umana da parte dei talebani come avvenuto nella provincia di Parwan con l’uccisione di sei dipendenti di una impresa di costruzioni ”colpevoli” di collaborare con il governo. La Nato indica inoltre che gli insorti avrebbero inviato ”night letters” (avvertimenti scritti) ad una cinquantina di anziani della provincia di Kandahar invitandoli ad andarsene in Pakistan se non vorranno correre rischi. Infine, dopo la conferma della morte, ed il recupero del cadavere, di uno dei due marinai considerati dispersi durante il fine settimana (Justin McNeley, 30 anni, che sarebbe tornato a casa in agosto), la Nato ha assicurato che le ricerche per ritrovare il secondo continuano in modo intenso nelle province di Logar e Ghazni. (ANSA)

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