Afghanistan: 3700 italiani nel 2010, più velivoli e mezzi

aereo-afghanistanPD, La Russa non si nasconda dietro un dito. Emergency: “la guerra costerà all’Italia quasi un miliardo”. Roma, 10 dic – Mille uomini in più (saranno 3.700); nuovi mezzi, tra cui i nuovissimi blindati Freccia; più aerei, sia da trasporto che senza pilota; più elicotteri, tra cui quelli da combattimento Mangusta e un ospedale da campo. Questa la configurazione del nuovo contingente italiano in Afghanistan, così come l’ha illustrata in Parlamento il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Una missione sì militare, ma il “surge”, ha avvertito il ministro degli Esteri Franco Frattini, è ”un mezzo” e non costituisce la soluzione dei problemi, perchè, ”la soluzione può essere solo politica”.

I numeri – Il segretario generale della Nato Rasmussen aveva chiesto all’Italia un incremento ”fino a 1.600 soldati” per l’Afghanistan, rivela La Russa, ma ”la nostra valutazione è stata di aumentare di 1.000 uomini”, rispetto ai 2.795 schierati prima dell’invio dei 400 soldati per le elezioni afgane (e già rimpatriati). Un incremento graduale: nel primo semestre 2010, infatti, ”contiamo su una presenza media di 3.300 uomini e donne, mentre nel secondo semestre sarà di 3.700 soldati, con picchi che non porteranno mai a superare le 4.000 unita”’, compresi i 200 carabinieri che si occupano di addestramento (attualmente sono 60).

Vial dal Kosovo e dal Libano – Un incremento sostenibile, anche da un punto di vista finanziario, grazie al previsto rientro di soldati da altri “teatri”. ”In Kosovo – ha affermato La Russa – abbiamo attualmente 1.900 soldati: nel giugno 2010 contiamo di arrivare a 1.400 e nell’ottobre del 2010 a 600, con una riduzione dunque di 1.300 uomini. In Libano, invece, non appena cesserà il comando del generale Graziano, automaticamente diminuiremo il contingente di 200 unita”’.

mangusta

Elicottero “Mangusta”

Predator, caccia, Mangusta e Freccia – A parte i caccia, già raddoppiati (quattro Amx al posto di due Tornado), il contingente italiano sarà rinforzato con tre elicotteri da combattimento Mangusta e tre elicotteri AB 412 e AB 212 da trasporto e evacuazione medica; tre aerei da trasporto C27J e due velivoli a pilotaggio remoto Predator. La Russa ha poi detto che è stata già ”avviata l’immissione delle nuove ralle protette per i Lince”, mentre mezzi ruotati o cingolati ed altri elicotteri potrebbero essere introdotti a sostegno nel quarto “battle group” italiano che si costituirà nei prossimi mesi. Nel 2010 arriverà anche il nuovo blindato Freccia, mentre le truppe italiane verranno dotate di sempre più sofisticati sistemi volti a neutralizzare gli ordigni improvvisati (Ied) che tante vittime hanno mietuto finora.

In battaglia con gli afghani – Finora c’erano solo gli Omlt, piccoli team di istruttori militari italiani che accompagnavano le forze di sicurezza locali in tutte le loro attività, anche in battaglia, ma ”l’obiettivo – ha detto La Russa – è quello di operare in partnership vera e propria con gli afgani, in un rapporto di 1 a 1, dopo un addestramento adeguato”. Il contingente italiano, ha proseguito il ministro, sarà tutto concentrato nell’ovest, ma non in quei distretti ad alta densità talebana dove sono ora presenti solo militari Usa e Gb.
Infiltrazioni Jihad – Da parte sua il titolare della Farnesina è tornato a ribadire che l’Italia è in Afghanistan anche per garantire la propria ”sicurezza nazionale”, perche’ è proprio dalle regioni di confine tra Afghanistan e Pakistan che partono quelle ”infiltrazioni jihadistiche” di cui si trovano ”tracce anche in Europa e in Italia”.

2011, Inizio rientro; soluzione politica – Ma gli alleati non rimarranno per sempre. La nuova strategia, ha ricordato infatti Frattini, prevede ”limiti temporali e una road map chiara”, con l’inizio del disimpegno militare dal Paese fissato per il luglio 2011. L’Italia, ha sottolineato Frattini, è stata tra i primi a rispondere con tempestività alle richieste degli Alleati, ma il “surge”, ha ribadito, ”non è una finalita’ in sè: non può esistere una soluzione militare per la stabilizzazione, perchè la soluzione – ha detto – può essere solo politica”: ”Riconsegnare agli afghani il destino e il controllo del loro Paese”. Su questo Karzai potrà contare ancora a lungo sul sostegno dell’Italia: la componente civile della missione sarà rafforzata ed è allo studio un maggiore impegno di militari della Guardia di Finanza nel settore ovest del Paese, per “blindare” – assieme alla polizia di frontiera afghana – i lunghi e porosi confini con l’Iran, dai quali transita gran parte della produzione di oppio.

Calipari (PD): – “E` una buona notizia l`invio di un ospedale da campo nella provincia afghana di Baghdis ma non vorremmo che il ministro La Russa con ciò si nascondesse dietro un dito”. Lo ha detto Rosa Calipari, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera. “La cooperazione con l`Afghanistan è stata fortemente compromessa dai tagli del governo al capitolo degli aiuti e senza il sostegno alla società civile, l`Afghanistan non potrà decidere del proprio futuro – sottolinea Calipari -. L`ospedale dunque non basta davvero a riequilibrare la spesa per la ricostruzione civile del paese che non deve essere inferiore allo sforzo economico militare se si vuole raggiungere l`obiettivo di democratizzare questo martoriato paese”.

Nella foto, a destra, Gino Strada

Emergency, Gino Strada: “Mi pare che in Italia ci sia sempre meno capacità di reazione. La reazione c’è solo quando si verifica un evento bellico che produce la morte di qualcuno dei nostri militari, ecco, allora si scatenano tuttologi, retorica che la fa da padrone, poi dopo si dimentica e si va avanti”. Così ai microfoni di CNRmedia Gino Strada, fondatore di Emergency dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa La Russa di fronte alle commissioni riunite Esteri e Difesa al Senato sull’impegno della missione italiana in Afghanistan. “Io inviterei gli italiani a considerare semplicemente questo: 2 miliardi e mezzo di euro spesi e per i prossimi anni saranno all’incirca 700/800 milioni se non un miliardo in più all’anno. Io sono convinto – prosegue – che gli italiani darebbero indicazioni diverse su come spendere quel miliardo di euro. Mi fa piacere che almeno tutti gli italiani sapranno esattamente che cosa siamo a fare in Afghanistan, cioè io ne ho veramente piene le scatole di questa retorica che vuole i nostri soldati là ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, a dare i cioccolatini ai bambini, a costruire gli ambulatori pediatrici,eccetera… si è là a fare la guerra, si è la ad ammazzare e a farsi ammazzare”.

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