Vaccini militari: assolto il sottufficiale che si era rifiutato di prestare il consenso informato

vaccino2Roma, 26 nov – Il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale penale militare di Roma ha accolto la richiesta di archiviazione dell’indagine avviata nei confronti del Maresciallo dell’Aeronautica Luigi Sanna.

Il sottufficiale era stato deferito alla magistratura militare per essersi rifiutato di sottoscrivere la dichiarazione di consenso informato ad un ciclo vaccinale prescrittogli dai superiori alla vigilia di una missione in territorio nazionale. Per tale motivo, egli era stato incriminato per il reato di disobbedienza aggravata e rischiava fino ad un anno di carcere.

Il Maresciallo Luigi Sanna aveva semplicemente preteso di essere rassicurato sulla innocuità dei cicli vaccinali cui sarebbe stato sottoposto e, per tutta risposta, i vertici militari avevano avviato nei suo confronti un procedimento disciplinare e lo avevano deferito al Giudice penale militare.

«La decisione dei giudici – dichiara l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Luigi Sanna assieme all’avvocato Gabriella Casula – è, però, quanto meno pilatesca e soddisfa solo in parte le aspettative che avevamo risposto sul procedimento. Come avvocati di Luigi Sanna, infatti, siamo certamente soddisfatti del suo proscioglimento, ma sul piano generale, la giustizia militare ha evitato di prendere una posizione ufficiale sulla sussistenza di un obbligo dei militari di sottoporsi ai vaccini. Di conseguenza, la soluzione del problema è rinviata al prossimo caso il cui un militare si rifiuterà di sottoporsi ad una vaccinazione impostagli dai superiori».

Il caso aveva fatto molto scalpore e Luigi Sanna era stato audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fattori patogeni nocivi per la salute dei militari.

L’avvocato Giorgio Carta sostiene, come è noto, che nessuna norma imponga ai militari di sottoporsi a vaccinazione contro la loro volontà: «la battaglia per l’applicazione anche ai militari dell’articolo 32 della Costituzione, quindi, è ancora aperta e da parte mia non ci sarà alcun arretramento, anche perché il risalto mediatico dato alla vicenda dai media sta smuovendo le coscienze e sta facendo emergere un numero di militari ammalati di tumore ben maggiore di quello indicato dai dati ufficiali».

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