Uranio: in Sardegna il PM di Lanusei ordina la riesumazione di 15 salme

Uranio-radioactiveAssociazione Vittime Uranio, altri 4 militari malati di cancro. Cagliari, 30 nov – Il procuratore di Lanusei (Ogliastra) Domenico Fiordalisi, che sta conducendo l’indagine sulle morti sospette, presumibilmente riconducibili all’uso di uranio impoverito, nell’area del Poligono interforze della Salto di Quirra, che ricade nei territori dei comuni di Perdasdefogu, Villaputzu, San Vito e Villasalto, ha ordinato la riesumazione delle salme di 15 persone morte a Villaputzu e San Vito.

Si tratta, a quanto si apprende, nello specifico dei corpi di tredici pastori di Villaputzu e due di San Vito, che avevano gli ovili confinanti con il Poligono, morti presumibilmente per tumori o linfomi causati da utilizzo di armi radioattive. I prelievi sulle salme saranno effettuati il 6 dicembre prossimo dal medico legale Roberto Marcialis e gli esami, con prelievi fatti su una delle tibie dei morti, per la ricerca di Torio e Uranio impoverito saranno effettuali, su provvedimento di Fiordalisi, dai consulenti della procura di Lanusei, Evandro Lodi Vizzini, fisico dell’Università di Brescia e da marco Grandi, dell’Università di Milano.

Complessivamente saranno 18 le salme riesumante nel corso dell’indagine del procuratore Fiordalisi. Sette mesi fa venne ordinata la riesumazione di tre cadaveri, tra i quali quello di un militare che partecipo alle missioni in Bosnia morto di leucemia nel 2011.

Associazione Vittime Uranio, altri 4 militari malati di cancro

Intanto continuano i casi di malattia tra i militari italiani per possibile contaminazione da uranio.  Sono quattro i nuovi casi che vengono denunciati da Bruno Ciarmoli, legale dell’Associazione Vittime Uranio, attraverso il blog Vittimeuranio.com

“Tra gli ultimi a rivolgersi all’associazione – spiega l’avvocato – A.G., brigadiere quarantenne dei Carabinieri, di Lucca, in servizio presso la Compagnia di Pisa. Dopo alcune missioni in Kossovo all’uomo è stato diagnosticato un tumore al sigma. G.P. di Scafati, militare presso la caserma di San Giorgio a Cremano (Napoli) di 37 anni è affetto da una grave forma di cancro che interessa i bronchi e la pleura. F.R. di Sassari, 33 anni, ha subito l’asportazione di un testicolo, di un rene e di linfonodi, ma anche un trapianto di cellule staminali dopo aver prestato servizio nel 96 nel poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna. Infine – continua Ciarmoli – M.C., maresciallo dell’Aeronautica di 37 anni, di Lecce, ma in servizio a Roma, combatte contro un linfoma di Hodgkin scoperto recentemente e per caso dopo una missione in Kossovo nel 2002. Un duro colpo per il quale ha dovuto rimandare anche il matrimonio”.

“In molti casi – lamenta l’avvocato – gli organi della Difesa hanno negato qualsiasi forma di risarcimento in quanto le patologie non sono risultate dipendenti da causa di servizio, ma in alcuni casi commissioni di verifica diverse hanno dato esiti contrastanti, così come sembrano contrastare le numerose norme che dovrebbero regolare la delicata materia. Tutto questo –  conclude  – mentre la commissione parlamentare di inchiesta si interroga su come scongiurare la perdita di oltre 24 milioni sui 30 destinati alle  vittime. Fondi che potrebbero essere persi se non impegnati entro la fine dell’anno. Anche per questo l’associazione ha chiesto l’intervento del nuovo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, per fornire assistenza concreta ai malati, spesso vittime anche dell’eccessiva burocrazia”.  Secondo l’associazione i militari malati sono oltre duemila, più di 200 infine quelli deceduti negli ultimi anni.

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