Tar Umbria: i carabinieri possono esercitare attività politica

carta-skyRoma, 24 dic – Storica sentenza del TAR Umbria, presieduta da Cesare Lamberti, che ha affermato il principio per cui a militari e forze dell’ordine è consentito iscriversi ad un partito e svolgere attività politica, allorché siano liberi dal servizio. Con la sentenza n. 409/2011 , la prima pronunciata sull’argomento, il TAR di Perugia (giudice relatore Pierfrancesco Ungari) ha annullato la sanzione di rigore che l’Arma dei Carabinieri aveva inflitto al Carabiniere Guido Lanzo allorché questi aveva comunicato di avere assunto una carica in seno al Partito Sicurezza e Difesa (ora Partito Popolare Sicurezza e Difesa).

Il militare, assistito dagli avvocati Giorgio Carta e Giuseppe Piscitelli, aveva perciò dovuto  scontare cinque giorni rinchiuso nel suo alloggio, senza peraltro che l’Arma si curasse di fargli pervenire il necessario vitto. Non solo, i superiori avevano poi prontamente declinato la sua valutazione caratteristica.
“La sentenza del TAR Umbria – riferisce l’Avvocato Giorgio Carta, egli stesso ex ufficiale dell’Arma – ha portata storica, sopratutto perché mette in luce l’odierno malessere dei Carabinieri, di cui nessuno parla, ed evidenzia la possibilità dei militari, finora severamente ostacolata dall’Arma, di affermare anche all’esterno i propri diritti e di denunciare i soprusi a cui sono sottoposti”.

“Diamo per scontato, a questo punto, la proposizione dell’appello da parte dell’Avvocatura dello Stato – aggiunge l’Avvocato Carta – perché ben conosciamo la volontà delle  Forze Armate di soffocare ogni nuova acquisizione di diritti e di consapevolezza civile da parte dei militari che, paradossalmente, vengono mandati all’estero ad esportare, con discutibili missioni di pace, quegli stessi diritti diritti democratici che vengono però negati loro in Patria. Gli stati maggiori, infatti, preferiscono servirsi di militari privi di diritti e annichiliti dalla paura di esercitare anche i più elementari diritti democratici.

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