Stupro nell’Aquilano: otto anni di carcere per l’ex militare campano

stupro-laquilaL’Aquila, 31 gen – Otto anni di carcere per Francesco Tuccia, l’ex militare campano di stanza all’Aquila, per violenza sessuale. Cade l’accusa di tentato omicidio su una studentessa laziale stuprata all’uscita della discoteca “Guernica” di Pizzoli (L’Aquila) nella notte tra l’11 e il 12 febbraio dello scorso anno. Il pm aveva chiesto 14 anni.

Subito dopo il pronunciamento del verdetto ci sono stati momenti di tensione: la giovane studentessa, presente in aula, è stata attorniata, a mo’ di protezione, da amici e rappresentanti delle associazioni contro la violenza nei confronti delle donne, che per tutta la giornata avevano inscenato un sit-in davanti al Tribunale. Tuccia, che è agli arresti domiciliari, è immediatamente uscito dall’aula. Il pm, David Mancini, che aveva chiesto 14 anni per violenza sessuale e tentato omicidio, ha commentato secco, ”figuriamoci se commento una sentenza”. Dopo la sentenza anche fuori dall’aula ci sono stati dei momenti concitati con alcune persone che hanno gridato contro il condannato, mentre altri sono stati visti piangere. Il legale della giovane studentessa, Enrico Gallinaro, è stato l’unico a parlare, sia pure brevemente, visto che l’avvocato del giovane campano, Antonio Valentini, è andato via subito dopo la lettura della sentenza da parte del giudice Giuseppe Grieco.

“Le sentenze non vanno commentate. Reputo che i giudici abbiano deciso in serenità. Ovviamente ritengo che sicuramente la sentenza che abbiamo appena sentito è una sentenza che comunque riconosce la gravità del fatto anche perchè gli anni inflitti a Tuccia sicuramente non sono comunque una pena che può essere considerata una pena irrisoria” – ha detto l’avvocato Gallinaro – dopo la lettura della sentenza di condanna di Francesco Tuccia, di Montefredane (Avellino) ex militare del 33esimo Reggimento di artiglieria terrestre “Acqui” dell’Aquila.

”Davanti a questa sentenza la mia vita non cambia, nel senso che otto anni, dieci o dodici per me non sarebbero mai stati abbastanza”. Così la giovane studentessa vittima dello stupro.

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