Stupro in caserma, rischio processo per tre carabinieri e un vigile

violenza-donneRoma, 17 ott – (di Marco Maffettone) Abusarono di una donna a turno. Lei, costretta in una cella della stazione dei carabinieri del Quadraro a Roma, venne violentata a turno da tre carabinieri e da un vigile urbano. Un incubo vissuto dalla donna nella notte tra il 23 e il 24 febbraio dello scorso anno.

Ora la procura di Roma ha depositato gli atti di chiusura inchiesta e per i quattro c’è il rischio concreto di dover affrontare un processo. I quattro (i carabinieri Alessio Lo Bartolo, Vincenzo Cosimo Stano, Leonardo Pizzarelli e il vigile urbano Francesco Carrara) sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata dall’ abuso dei poteri e dei doveri inerenti a una funzione pubblica e dall’uso di sostanze alcoliche e compiuta ”su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale”. In base a quanto accertato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Eugenio Albamonte, quella notte di febbraio dell’anno scorso la vittima subì pesanti abusi dai tre carabinieri indagati e da un vigile urbano.

Un’azione particolarmente violenta, come emerge dal provvedimento di chiusa inchiesta. I quattro hanno ”approfittato dello stato di soggezione – è detto nel documento – della donna e della minaccia insita nello stato di detenzione e nell’essere la stessa completamente sottoposta alla loro esclusiva volontà” approfittando ”dell’orario notturno e della mancanza di altro personale in servizio”. I quattro, inoltre, indussero la donna, ”mentre era ristretta nella camera di sicurezza” della caserma ”a subire atti sessuali”, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della stessa conseguenti all’assunzione di una bevanda alcolica offerta da uno dei due carabinieri. La donna si trovava nella stazione perchè arrestata in flagranza per furto. Quanto a Pizzarelli, che quella sera era piantone di turno, la procura ha ritenuto di contestare l’aggravante di non aver impedito l’evento che, secondo quanto stabilisce il codice penale, equivale a causarlo. (ANSA)

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