Stupro a L’Aquila: si aggrava la posizione del militare. La ragazza: mi volevano uccidere

Violenza-donnaL’Aquila, 17 feb – Si aggrava la posizione di uno dei quattro giovani iscritti sul registro degli indagati nell’ambito del “selvaggio” caso di stupro, avvenuto sabato notte ai danni di una studentessa universitaria di Tivoli (Roma) fuori la discoteca “Guernica” di Pizzoli (L’Aquila). Si tratta del giovane di 21 anni di Avellino, militare in ferma breve (Vfp1) del 33° reggimento artiglieria terrestre “Acqui” dell’Aquila. Infatti gli esami di laboratorio dei Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Roma hanno evidenziato che appartengono alla ragazza sangue e tracce biologiche rinvenute su camicia, mano e braccialetto del polso del militare. Il giovane fin dall’inizio è stato il maggiore sospettato dello stupro, essendo stato bloccato con la camicia e la mano sporche di sangue subito dopo il ritrovamento della giovane, svenuta tra la neve in una pozza di sangue al di fuori della discoteca. Stamattina gli altri due commilitoni (uno di Avellino l’altro dell’Aquila) sempre del 33° reggimento, sono stati nuovamente sentiti dal pm titolare dell’inchiesta, David Mancini per chiarire alcuni passaggi della loro iniziale deposizione, ritenuta discordante. I due sostanzialmente hanno ribadito di non avere avuto a che fare con la brutale aggressione della giovane studentessa universitaria. Infine stamane è stata dissequestrata l’auto del giovane militare aquilano sulla quale sono state rinvenute tracce di sangue e biologiche. Proprio nell’autovettura, i quattro giovani erano stati bloccati subito dopo il ritrovamento della ragazza.

La ragazza violentata: “mi volevano uccidere”

“Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere”. Così la studentessa si è confidata alla madre, dopo aver subito la “brutale” violenza sessuale che la vede ancora ricoverata nel reparto di ginecologia del “San Salvatore” dell’Aquila dopo aver subito un delicato intervento chirurgico nelle parti intime. La conferma della dichiarazione è arrivata dall’avvocato Enrico Maria Gallinaro che assiste la ragazza “dall’orribile vicenda che l’ha fatta diventare un oggetto. La natura e la gravità delle lesioni riportate dalla giovane rendono il quadro indiziario estremamente grave. La mia assistita è stata abbandonata semi nuda e gravemente ferita, alle tre del mattino, in un parcheggio, nella neve e nel ghiaccio. E’ stato un miracolo che si sia riuscita a salvare. Le lesioni riportare – ha aggiunto all’AGI il penalista romano – sono gravissime e sono ovviamente documentate. La priorità in questo momento è nel recupero psicofisico della mia assistita, dopo viene il resto. Confidiamo nel rispetto di tutti, nel buon operato della magistratura”.

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