Spari in caserma. Cadono alcune accuse, ma rinvio a giudizio per sei carabinieri

carabinieri-romaRoma, 13 mar – Sei dei sette carabinieri coinvolti nell’inchiesta della Procura di Roma sul ferimento di uno di loro, con un colpo d’arma da fuoco, sono stati rinviati a giudizio ieri pomeriggio ed il processo avrà inizio il 5 maggio del prossimo anno.

Tra gli imputati, per lesioni personali aggravate, il maresciallo dalla cui pistola di ordinanza, il 16 settembre 2013, all’interno della sede del Nucleo Radiomobile, in via Oceano indiano, all’Eur, partì il proiettile di gomma che ferì ad una gamba il carabiniere Michele Cerulli.

Quest’ultimo aveva inizialmente dichiarato di essersi ferito nel piazzale della caserma, a causa di una caduta accidentale. Poi, però, aveva accusato alcuni superiori di averlo costretto a riferire il falso, per mettere a tacere l’accaduto.

Con riferimento a tali affermazioni, la Procura ne aveva chiesto il rinvio a giudizio per calunnia a danno di due ufficiali dell’Arma. Il Giudice dell’udienza preliminare ha però ieri dichiarato il non luogo a procedere per l’accusa di calunnia.

Il carabiniere Cerulli, quindi, dovrà rispondere solo di falso e di favoreggiamento asseritamente commessi a vantaggio del superiore che gli sparò.

«Il proscioglimento dall’accusa di calunnia – riferisce l’avvocato Giorgio Carta, difensore assieme a Francesca Giangrasso del militare ferito – ci pare sacrosanto e ci fa piacere che sia avvenuto fin dall’udienza preliminare. Dalla lettura della motivazione della sentenza, però, dovremo comprendere come tale proscioglimento si concili con il contestuale rinvio a giudizio del militare ferito per gli altri due reati contestatigli. Ad ogni modo, confidiamo che dalle prove che porteremo in dibattimento emerga l’innocenza del nostro assistito anche rispetto alle rimanenti accuse».

Gli altri quattro imputati sono accusati, a seconda delle posizioni, di favoreggiamento e di falsità ideologica per avere, secondo la prospettazione della Procura, avvallato l’iniziale versione del ferimento accidentale del collega.

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