Rapì un compagno di scuola del figlio, poliziotto condannato a 8 anni

tribunale_tRoma, 28 nov. – Per pagare i debiti di gioco aveva rapito il compagno di scuola quindicenne di suo figlio, chiedendo un riscatto per la liberazione al padre che faceva l’imprenditore. L’uomo, Massimo Guidi, poliziotto che prestava servizio presso l’ufficio posta del Viminale, è stato condannato a otto anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Roma Antonella Minunni.

Il procuratore aggiunto Francesco Caporale aveva chiesto una pena a dieci anni di reclusione. L’episodio avvenne la mattina del 13 dicembre scorso a Guidonia il cui liceo scientifico era frequentato dal figlio dell’imputato e dalla vittima del rapimento (durato poche ore). Secondo quanto raccontato ai carabinieri che lo avevano arrestato, per pagare i debiti contratti a causa del vizio delle macchinette e del videopoker, il poliziotto aveva deciso di mettere a segno il sequestro lampo. Il ragazzino quindicenne, figlio di un imprenditore edile, era stato avvicinato all’uscita di casa e costretto a salire a bordo di un camioncino preso a noleggio. Dietro la minaccia di una pistola il giovane era stato poi obbligato a telefonare al padre per sollecitare il pagamento del riscatto. Nel corso della mattinata c’erano state altre telefonate tra Massimo Guidi e il padre del ragazzo e alla fine la richiesta definitiva di denaro era stata di 75mila euro. L’incubo per il ragazzo e i suoi familiari finì nel pomeriggio nelle campagne di Palombara Sabina dove Guidi fu bloccato dai militari dopo aver preso la borsa con il riscatto. Il giudice Minunni ha inoltre disposto che il poliziotto risarcisca con 75mila euro la famiglia della vittima. (AGI)

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