Processo trattativa Stato-mafia. Un carabiniere prende appunti: scoperto, sviene

aula-bunkerRoma, 11 gen – “Uomini dello Stato trattarono con la mafia in nome di un’inconfessabile ragion di Stato”: così il pm Nino Di Matteo ha cominciato la requisitoria dell’udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia giunta ormai alle battute finali.

L’udienza, in corso davanti al gup Piergiorgio Morosini nell’aula bunker del carcere Ucciardone, si tiene a porte chiuse perchè alcuni dei legali degli 11 imputati si sono opposti all’ingresso del pubblico. Il pm sta ricostruendo il contesto in cui i protagonisti del presunto patto tra le istituzioni e Cosa nostra si sarebbe stretto. Per la trattativa sono davanti al GUP boss, ufficiali del Ros, politici e Massimo Ciancimino.

Ad un certo punto il giudice si accorge che un carabiniere (in uniforme) stava prendendo appunti su tutto quello che veniva detto in aula e gli chiede il perche lo stesse facendo. A quella domanda il carabiniere sviene. Dopo essersi rianimato – a quanto si apprende – il militare avrebbe risposto al giudice di essere lì “a titolo personale” perchè appassionato al tema della trattativa. Il gup lo ha fatto allontanare dall’aula e la Procura ha chiesto il sequestro degli appunti presi dal carabiniere.

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