Palermo piange Agnese Borsellino, donna unica alla ricerca della verità

agnese-borsellinotIn migliaia hanno reso omaggio alla vedova Borsellino. Palermo, 6 mag – Raccolta nella stessa chiesa di Santa Luisa di Marillac dove 21 anni fa si svolsero i funerali di suo marito, questa mattina Palermo ha pianto Angese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino. Alle esequie hanno partecipato alcune tra le più alte cariche dello Stato, oltre ai rappresentanti dei governi nazionale e regionale.

Tra i primi ad arrivare in chiesa è stato il presidente del Senato, Piero Grasso, che stringendosi ai figli Manfredi, Lucia e Fiammetta Borsellino, ha ricordato come il Paese abbia perso «una grande donna, una grande madre. Una persona che ha voluto fino all’ultimo verità e giustizia, testimoniando anche in tutti i processi in cui è stata chiamata e con tutti i magistrati che hanno continuato le indagini». Alle sue parole hanno fatto eco quelle del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, per la quale, Agnese Borsellino era «una donna straordinaria che non dobbiamo dimenticare. Il suo insegnamento – ha detto – deve rimanere per tutti noi un modello».

Tra i tanti a partecipare alle esequie, anche Antonio Ingroia, il magistrato che più di tutti fu accanto a Paolo Borsellino nei terribili momenti che precedettero la strage di via D’Amelio. «Agnese Borsellino ha mostrato durante tutta la sua vita quella tanacia e forza che l’ha sempre contraddistinta, chiedendosi fin all’ultimo quella piena verità che non siamo riusciti a darle ancora. Il suo impegno di vita – ha proseguito Ingroia – è quello che l’ha aiutata nei momenti difficili della sua vita a stringere i denti». Il magistrato, poi, ha commentato i tanti messaggi di cordoglio giunti dal mondo istituzionale, sottolineando come: «Nei momenti di commozione per questi fatti, tutti piangono sulle bare dei morti. Quando si è vivi non c’è altrettanto impegno ad andare incontro alle richieste che vengono dai vivi. Agnese – ha concluso – da viva proseguitva quella ricerca di verità che Paolo aveva portato avanti da vivo».

La commozione per la perdita di Agnese Piraino Leto, madrina delle forze dell’Ordine palermitane e figura simbolo della lotta per la verità, è stata quindi condensata nelle parole di don Scordato, che nell’omelia ha definito “martirio bianco” quello di Agnese, portato avanti con la forza del coraggio. «Agnese ha esaurito tutta se stessa, avendo fatto propria la causa del martirio di suo marito e dell’impegno che sia fatta verità – ha detto Don Scordato -. Perché sulla verità possiamo costruire in maniera più autentica. Questa verità dobbiamo avere il coraggio di cercarla e di portarla alla luce fino in fondo. Perché il martirio delle persone che si sono donate totalmente a noi non resti sprecato».

Il confessore di Agnese: sapeva che sulla strage non fu detto tutto

Falcone-Borsellino«Agnese Borsellino era certa che sulla strage di via D’Amelio qualcosa non fosse stato detto…». E’ quanto rivela don Cesare Rattoballi, che per anni è stato il confessore della vedova del giudice ucciso da Cosa nostra nella strage del 19 luglio 1992. «Don Cosimo Scordato ha definito poco fa la signora Agnese, durante la celebrazione dei funerali, un “martire bianco” e credo anch’io che possiamo tutti definirla così, per la sua sofferenza«, dice parlando con i giornalisti subito dopo l’melia officiata da don Cosimo Scordato, ultimo confessore della vedova. «Agnese chiedeva che si facesse luce, chiarezza e giustizia sulla morte di Paolo Borsellino e credo proprio che le istituzioni debbano rispondere – dice ancora don Cesare – Lei è ormai morta ma servirà ai suoi figli e tutta l’Italia». Don Cesare ha trascorso mesi fa un intero pomeriggio con la vedova Borsellino e oggi racconta: «Gli ultimi fatti parlano di una trattativa tra lo Stato e Cosa nostra e questo si è scoperto solo negli ultimi tempi. La signora Agnese chiedeva verità e giustizia e lo ha fatto fino alla fine».

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