Mafia: capitano Ultimo, la trattativa? Non esiste, è una pagliacciata

crimor«Delegittima lo Stato e legittima Cosa Nostra». Roma, 27 lug – “La trattativa Stato-mafia non esiste: è una pagliacciata, un business giornalistico-giudiziario, che delegittima lo Stato e legittima Cosa nostra”. E’ quanto sostiene, intervistato dal “Tempo”, il colonnello dei Carabinieri del Noe Sergio De Caprio, alias “Capitano Ultimo” che nel 1993 arrestò il capo di Cosa nostra superlatitante Totò Riina. “E’ falso” che l’arresto di Riina sarebbe avvenuto grazie all’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. “E’ stato un lavoro trasparente e di squadra – assicura – al quale hanno dato un sensibile impulso le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Balduccio Di Maggio”.

A tal proposito, De Caprio ricorda che “in Italia c’è una legge sui pentiti, importante strumento normativo, che consente ai mafiosi, anche quelli che hanno commesso i peggiori delitti, di ottenere la libertà. E’ il massimo che si può ottenere, persone come Brusca, Di Maggio e altri hanno aderito a questo patto con lo Stato al fine di ottenere l’impunità per sè e per i loro familiari. Allora – si chiede il Capitano Ultimo – a cosa sarebbe servita una trattativa tra mafia e Stato? Ogni possibile risultato”, compreso l’annacquamento del carcere duro previsto dal 41 bis, “sarebbe ridicolo rispetto ai benefici che la legge sui pentiti già riconosce”.

Il colonnello dei Carabinieri commenta anche la scomparsa di Loris D’Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, morto di infarto, coinvolto nella vicenda delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del Quirinale con l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino: “Massimo rispetto per il consigliere D’Ambrosio e per la sua storia; massimo disprezzo per l’ingiustizia mafiosa che ha cercato di infangarlo”, afferma. (Adnkronos)

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