India, vicenda Marò San Marco: la Procura di Roma li indaga per omicidio volontario

pirateria-SanMarcoRoma, 25 feb – (di Marco Maffettone)Omicidio volontario. Questa l’ipotesi di reato che i magistrati della Procura di Roma contestano ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in servizio sulla petroliera italiana Enrica Lexie, e arrestati in India con l’accusa di aver ucciso, scambiandoli per pirati, due pescatori.

L’iniziativa della magistratura capitolina, in base a quanto filtra da ambienti giudiziaria, viene definita come “un atto dovuto” alla luce delle risultanze dei fatti indicati nell’informativa inviata nelle ultime ore alla Farnesina a piazzale Clodio. Per tutto il giorno in Procura si sono svolte riunioni tra gli inquirenti che hanno lavorato sul materiale giunto dal ministero degli Esteri. Il fascicolo di indagine, affidato dal procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, al sostituto Francesco Scavo muta, quindi, l’ipotesi di reato che in un primo momento era di tentato abbordaggio da parte di pirati. Fin dal primo momento la Procura capitolina ha seguito con massima attenzione il caso dei due marò: una vicenda molto complessa anche dal punto di vista giuridico e che, necessariamente, dovuto tenere conto anche dei delicati risvolti diplomatici.

Gli inquirenti hanno, comunque, immediatamente sollecitato i ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia, tutti in prima linea per la soluzione del caso, a comunicare all’autorità giudiziaria quanto a loro conoscenza. L’arrivo in Procura delle prime risultanze dell’attività svolta dagli uomini della Farnesina ha quindi “provocato” il cambiamento dell’ipotesi di reato. I due militari italiani, appartenenti al battaglione S.Marco, restano ancora detenuti nel bungalow della polizia indiana a Kochi. Al di fuori della loro “prigione” si è consumata un’altra giornata frenetica tra indagini della polizia locale e sforzi diplomatici a New Delhi. Gli investigatori hanno dovuto rimandare ancora di un giorno la perizia balistica a bordo della petroliera italiana in attesa dei due esperti in arrivo dall’Italia. Come ribadito dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura la prova sui fucili in dotazione ai marò rappresenta un passaggio fondamentale per accertare cosa sia accaduto il 15 febbraio scorso.(ANSA)

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